<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Sin categoría archivos - Defending Peasants&#039; Rights</title>
	<atom:link href="https://defendingpeasantsrights.org/category/sin-categoria-es/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://defendingpeasantsrights.org/category/sin-categoria-es/</link>
	<description>Platform of rural struggles in action!</description>
	<lastBuildDate>Thu, 23 Apr 2026 17:34:45 +0000</lastBuildDate>
	<language>es</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	

<image>
	<url>https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2022/12/cropped-dpr-logo-32x32.png</url>
	<title>Sin categoría archivos - Defending Peasants&#039; Rights</title>
	<link>https://defendingpeasantsrights.org/category/sin-categoria-es/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Coltivare nei luoghi da cui il mondo distoglie lo sguardo</title>
		<link>https://defendingpeasantsrights.org/coltivare-nei-luoghi-da-cui-il-mondo-distoglie-lo-sguardo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Di Fuad Abu Saif (tradotto in italiano da Coupling Press e Seeds4Palestine)]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2026 13:02:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sin categoría]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://defendingpeasantsrights.org/?p=25715</guid>

					<description><![CDATA[<p>Articolo scritto da Fuad Abu Saif, attivista palestinese e ricercatore sulla lotta per la terra e la dignità, affiliato con l’Unione dei Comitati del Lavoro Agricolo (Union of Agricultural Work Committees &#8211; UAWC) e membro del coordinamento internazionale della Via Campesina. Questo articolo, originariamente pubblicato in inglese, è stato scritto per Defending Peasants’ Rights in occasione del...</p>
<p>La entrada <a href="https://defendingpeasantsrights.org/coltivare-nei-luoghi-da-cui-il-mondo-distoglie-lo-sguardo/">Coltivare nei luoghi da cui il mondo distoglie lo sguardo</a> se publicó primero en <a href="https://defendingpeasantsrights.org">Defending Peasants&#039; Rights</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-theme-palette-8-background-color has-background wp-block-paragraph"><em>Articolo scritto da Fuad Abu Saif, attivista palestinese e ricercatore sulla lotta per la terra e la dignità, affiliato con l’Unione dei Comitati del Lavoro Agricolo (Union of Agricultural Work Committees &#8211; UAWC) e membro del coordinamento internazionale della Via Campesina. Questo articolo, originariamente pubblicato in inglese, è stato scritto per Defending Peasants’ Rights in occasione del 17 aprile 2025, Giornata Internazionale delle Lotte Contadine. Questa traduzione italiana arriva un anno dopo, grazie agli sforzi di Seeds4Palestine e Coupling Press nel tradurre e diffondere l’articolo a un ampio pubblico italiano. Il testo ci invita in questo giorno a rivolgere il nostro sguardo ai contadini</em><sup data-fn="dfbd4e55-7109-4c77-a2ff-29ea0044a325" class="fn"><a id="dfbd4e55-7109-4c77-a2ff-29ea0044a325-link" href="#dfbd4e55-7109-4c77-a2ff-29ea0044a325">1</a></sup><em> palestinesi, alla loro sofferenza, alla violenza che subiscono, ma anche alla loro continua e sempre rinnovata resistenza per rimanere radicati nella loro terra.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Introduzione</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei campi aperti della Valle del Giordano e lungo i pendii rocciosi delle colline a sud di Hebron, i contadini palestinesi lottano per la loro esistenza. Qui l’agricoltura è un atto quotidiano di sopravvivenza all’interno di un sistema coloniale consolidato che utilizza leggi ad hoc, violenza e strangolamento economico per separare le persone dalla loro terra.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2025/04/image.png" alt="" style="width:311px;height:auto"/><figcaption class="wp-element-caption">Foto di UAWC – Cancello di ferro installato dall’esercito israeliano a Qusra, Nablus per bloccare l’accesso degli agricoltori.</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Da ottobre 2023, il saccheggio della Cisgiordania si è intensificato. In questo, nulla è arbitrario. Gli ordini di demolizione vengono eseguiti con precisione burocratica, la violenza dei coloni si espande con piena protezione militare; risorse vitali come acqua, pascoli e mobilità vengono tagliate ai palestinesi sotto il pretesto della “sovranità”. In una dichiarazione<sup data-fn="c099927e-1ce8-43e7-919e-0fe65b6ad710" class="fn"><a id="c099927e-1ce8-43e7-919e-0fe65b6ad710-link" href="#c099927e-1ce8-43e7-919e-0fe65b6ad710">2</a></sup> rivelatrice e sfrontata, il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich si è vantato del fatto che il 2024 abbia segnato un anno record nelle demolizioni di case e strutture palestinesi, celebrandolo come un successo nell’imposizione del controllo israeliano sull’Area C<sup data-fn="5739cd55-07e6-49b2-b973-dc851bcc8f23" class="fn"><a id="5739cd55-07e6-49b2-b973-dc851bcc8f23-link" href="#5739cd55-07e6-49b2-b973-dc851bcc8f23">3</a></sup>. In un ambiente così apertamente ostile, la nozione di sviluppo diventa paradossale e perfino una stabilità minima appare irraggiungibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa violenza non è accidentale, è strutturale. I contadini palestinesi non vengono considerati individui che violano regolamenti, ma ostacoli geografici da rimuovere. In luoghi come Wadi al-Seeq e Khan al-Ahmar, comunità beduine e rurali affrontano attacchi sistematici: raccolti bruciati, pozzi avvelenati, bestiame rubato e movimenti impediti. Tutto ciò fa parte di una strategia calcolata, volta a creare condizioni di vita insostenibili che portano allo sfollamento di intere zone senza dover emettere un singolo ordine ufficiale di espulsione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano economico, l’agricoltura viene soffocata. L’occupazione israeliana controlla l’85% delle risorse idriche della Cisgiordania, mentre ai palestinesi viene negato il permesso di conservare i pozzi o perforarne di nuovi. Secondo i dati della Banca Mondiale, la produttività agricola palestinese è diminuita di almeno il 35% negli ultimi sei mesi<sup data-fn="3039b66a-8770-4f77-a8eb-9c6f0e4e52d8" class="fn"><a id="3039b66a-8770-4f77-a8eb-9c6f0e4e52d8-link" href="#3039b66a-8770-4f77-a8eb-9c6f0e4e52d8">6</a></sup>. In netto contrasto, i vicini insediamenti agricoli israeliani prosperano grazie all’accesso illimitato all’acqua, alle infrastrutture e ai mercati internazionali, evidenziando la profonda disuguaglianza che si inscrive in questo territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Considerare il contadino palestinese solo come un simbolo di resilienza o di nostalgia significa mancare il punto centrale della questione. Oggi il contadino è la prima linea di difesa della sovranità sulla terra, della giustizia ambientale e del diritto stesso alla vita. La lotta non è volta al singolo raccolto, ma alla salvaguardia della possibilità stessa di una presenza palestinese duratura sulla terra, oltre i ghetti urbani e le enclavi frammentate.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Questo articolo cerca di mettere in luce il sistema brutale di violenza che sta dietro queste violazioni e di amplificare le voci dei contadini – donne e uomini – che continuano a coltivare la loro terra in sfida, in memoria e con la ferma convinzione che la terra sopravviverà al regime che cerca di cancellarli.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cancellare le comunità attraverso il furto della terra e l’espulsione</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La politica decennale di confisca della terra e di sfollamento forzato portata avanti dalle forze di occupazione israeliana in Cisgiordania si è intensificata drammaticamente dal 7 ottobre 2023, trasformandosi in un’operazione su larga scala volta a ridisegnare la realtà demografica della regione. La strategia alla base di questo processo non è più limitata ad atti isolati di espropriazione: è diventata una campagna sistematica di cancellazione territoriale e ingegneria demografica, che colpisce le fondamenta stesse della vita contadina palestinese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA), Israele ha confiscato oltre 50.000 dunum<sup data-fn="fcf1cb29-9632-442e-9da4-a876a0be589b" class="fn"><a href="#fcf1cb29-9632-442e-9da4-a876a0be589b" id="fcf1cb29-9632-442e-9da4-a876a0be589b-link">5</a></sup> di terra agricola palestinese nei mesi successivi a ottobre 2023, segnando la più grande ondata di confische in oltre due decenni. Questi accaparramenti di terra sono concentrati in regioni agricole cruciali, tra cui la parte settentrionale della Valle del Giordano, le colline a sud di Hebron e le fasce rurali che circondano Nablus e Salfit. Queste zone non sono scelte casualmente: rappresentano il cuore dell’agricoltura palestinese e gli ultimi spazi in cui persistono pratiche agricole tradizionali nonostante l’espansione coloniale e il controllo militare. Parallelamente, il ritmo degli sfollamenti forzati è aumentato. Più di 180 famiglie contadine sono state espulse dalle loro case, situate in Area C, dove Israele mantiene piena autorità civile e militare. Queste espulsioni sono spesso precedute da un duplice assalto: prima l’emissione di ordini di demolizione o sfratto attraverso quadri legali opachi; poi una raffica di violenze dei coloni. Queste violenze vanno dall’incendio dei raccolti e al furto di bestiame fino ad attacchi con munizioni vere e incendi delle abitazioni. Queste azioni vengono generalmente compiute con impunità e sotto lo sguardo e la protezione delle forze militari israeliane.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="519" src="https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2026/04/image-6-1024x519.png" alt="" class="wp-image-25722" srcset="https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2026/04/image-6-1024x519.png 1024w, https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2026/04/image-6-300x152.png 300w, https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2026/04/image-6-768x389.png 768w, https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2026/04/image-6-1320x669.png 1320w, https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2026/04/image-6.png 1430w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Foto di UAWC – Ulivi sradicati e vandalizzati in terreni agricoli palestinesi, presi di mira dai coloni nei pressi di Salfit.</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Villaggi come Al-Zubeidat ed Ein al-Hilweh nella Valle del Giordano e Masafer Yatta nelle colline a sud di Hebron hanno sopportato il peso maggiore di questa aggressione. In queste ed altre comunità rurali, milizie di coloni sostenute dalla polizia di frontiera e dotate di armi militari invadono regolarmente i terreni agricoli, intimidiscono i residenti e distruggono le loro proprietà. L’obiettivo è chiaro: rendere queste aree inabitabili per i palestinesi e costringerli a trasferirsi per aprire la strada a un’ulteriore espansione degli insediamenti. Amnesty International e B’Tselem hanno documentato decine di attacchi coordinati di questo tipo tra ottobre 2023 e marzo 2024.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’espansione delle colonie è la spina dorsale di questa strategia. Dall’ottobre 2023 il governo israeliano ha avanzato piani per oltre 13.000 nuove unità abitative negli insediamenti in Cisgiordania, con un aumento del 40% rispetto agli anni precedenti. Questi progetti sono accompagnati dalla costruzione di nuove strade riservate ai coloni israeliani e dalla disposizione di posti di blocco militari che frammentano le terre palestinesi in una serie di enclavi scollegate tra loro. Attualmente, in molte zone, i palestinesi devono attraversare cancelli elettronici o ottenere permessi militari per accedere ai propri campi. L’effetto è uno strangolamento lento ma deliberato della vita rurale palestinese, in cui mobilità, coltivazione e coesione comunitaria vengono progressivamente minate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al di là dell’impatto materiale, queste azioni erodono il tessuto sociale delle comunità contadine. Quando la strada che connette un villaggio con il mercato viene interrotta, o quando un’incursione notturna dei coloni provoca la perdita di un’intera stagione di raccolto, il colpo non è solo economico ma anche psicologico. I contadini vengono spinti verso una scelta impossibile: sopportare una vita sotto minaccia costante, o abbandonare la terra che ha sostenuto le loro famiglie per generazioni. Con il crollo dei mezzi di sussistenza agricoli, le famiglie non hanno altra alternativa che cercare lavori precari negli insediamenti israeliani o migrare verso i centri urbani, rafforzando ulteriormente la dipendenza economica proprio da coloro che li stanno espropriando.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa campagna di espropriazione coincide con uno degli episodi più letali della storia palestinese contemporanea: il genocidio in corso a Gaza, dove più di 160.000 persone sono state uccise o ferite. Mentre l’attenzione globale è concentrata sulla guerra a Gaza, l’occupazione israeliana sta silenziosamente accelerando il proprio progetto di trasformazione demografica in Cisgiordania. Secondo un rapporto pubblicato su Blinx del 2025, l’anno in corso ha già stabilito un record per le demolizioni di abitazioni in Cisgiordania: una testimonianza impressionante del tentativo di Israele di cancellare intere comunità palestinesi sotto gli occhi della comunità internazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In sintesi, la confisca delle terre e lo sfollamento forzato in Cisgiordania sono strumenti di ingegneria etnica. Queste politiche sono progettate per creare realtà di fatto irreversibili, frammentare la geografia e distruggere la possibilità di uno Stato palestinese vitale e contiguo. Nella loro essenza più profonda, rappresentano un attacco all’esistenza stessa, trasformando ogni contadino palestinese in un difensore in prima linea dell’identità, della dignità e della sopravvivenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Escalation degli attacchi dei coloni</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi mesi la violenza dei coloni in Cisgiordania ha subito una trasformazione pericolosa. Non si tratta più di attacchi isolati, ma di una campagna organizzata e sostenuta di pulizia etnica che prende deliberatamente di mira i contadini palestinesi e le loro comunità. Gruppi di coloni armati, che operano con crescente coordinazione e impunità, spesso sotto lo sguardo o la protezione delle forze militari israeliane, sono ormai centrali in una più ampia strategia volta a svuotare la Palestina rurale dalla sua popolazione indigena e a rafforzare il controllo coloniale sul territorio. Secondo Amnesty International (2024), nei quattro mesi successivi allo scoppio della guerra genocidaria a Gaza sono stati documentati oltre 410 attacchi contro contadini palestinesi, con un aumento del 75% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Queste aggressioni sono metodiche, coordinate e perseguono un obiettivo chiaro: recidere il rapporto tra i palestinesi e la loro terra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le tattiche utilizzate sono violente e hanno anche una forte valenza simbolica. Nelle aree di Ramallah e Nablus, in villaggi come Turmus Ayya, Al-Mughayyir e Madama, i coloni hanno distrutto oltre 6.200 alberi di ulivo, molti dei quali secolari. L’ulivo, simbolo di radicamento e sopravvivenza economica palestinese, viene così divelto dall’identità culturale ed economica del popolo. Human Rights Watch (2024) ha riportato 45 attacchi incendiari contro abitazioni, strutture di stoccaggio e silos per il grano in villaggi vicini agli insediamenti, compiuti dopo incursioni coordinate di coloni sotto la protezione dell’esercito israeliano. Ai vigili del fuoco palestinesi è stato spesso impedito di accedere alle aree, permettendo alle fiamme di distruggere infrastrutture essenziali e beni legati all’allevamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse lo sviluppo più allarmante è l’aumento delle aggressioni fisiche dirette. B&#8217;Tselem (2024) ha documentato 380 episodi violenti, tra cui pestaggi, uso di armi da fuoco e l’espulsione forzata di famiglie mentre lavoravano le proprie terre. Almeno 10 agricoltori sono stati uccisi e decine hanno riportato gravi ferite, con molti rimasti permanentemente disabili e impossibilitati a tornare al lavoro agricolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste azioni fanno parte di una politica sistemica più ampia. In pochi mesi i coloni hanno preso il controllo di 270 appezzamenti agricoli palestinesi e oltre l’85% delle denunce presentate dai palestinesi per violenze dei coloni è stato archiviato senza indagine, segnalando una complicità ufficiale nel processo di pulizia etnica. Una delle caratteristiche più allarmanti dell’attuale violenza dei coloni è il coordinamento diretto e visibile tra coloni armati e la “polizia di frontiera” israeliana. In zone come Masafer Yatta, Qusra e Al-Zubeidat, i coloni arrivano spesso in convogli organizzati, molti dei quali visibilmente armati di fucili automatici, mentre l’esercito israeliano rimane a guardare o assiste attivamente limitando i movimenti dei palestinesi, emettendo ordini arbitrari di evacuazione o chiudendo le strade di accesso. Questo paesaggio militarizzato ha spinto intere comunità agricole sull’orlo del collasso. Dall’ottobre 2023, più di 180 famiglie palestinesi sono state sfollate con la forza a causa di una combinazione di attacchi dei coloni e isolamento imposto militarmente. Questa forma di violenza coloniale dei coloni deve essere riconosciuta per ciò che è: una campagna sostenuta dallo Stato per smantellare l’economia rurale palestinese, fratturare la coesione delle comunità e trasformare forzatamente produttori agricoli indipendenti in una forza lavoro dipendente dai mercati e dai salari israeliani.La violenza in corso sta soffocando il sistema agricolo palestinese, minandone la sostenibilità attraverso la diffusione della paura, il sabotaggio delle infrastrutture essenziali e la negazione dell’accesso degli agricoltori alla terra e all’acqua. Si tratta di una strategia deliberata di cancellazione graduale e sistematica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La comunità internazionale, pur concentrata sulla catastrofica situazione genocidaria in corso a Gaza, non deve trascurare questo processo parallelo in Cisgiordania: un processo che utilizza gli strumenti dell’espansione coloniale, dell’imposizione dell’apartheid e del terrore dei coloni per sradicare i palestinesi dalla loro terra, negare loro il diritto al cibo e distruggere le fondamenta della loro esistenza rurale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2026/04/image-7-1024x683.png" alt="" class="wp-image-25723" srcset="https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2026/04/image-7-1024x683.png 1024w, https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2026/04/image-7-300x200.png 300w, https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2026/04/image-7-768x512.png 768w, https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2026/04/image-7.png 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Palestinesi cercano di spegnere un incendio appiccato da coloni israeliani in Cisgiordania<br>[Wagdi Eshtayah/Anadolu Agency]</figcaption></figure>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Questa forma di violenza coloniale deve essere riconosciuta per ciò che è: una campagna sostenuta dallo Stato per smantellare l’economia rurale palestinese, fratturare la coesione delle comunità e trasformare forzatamente produttori agricoli indipendenti in una forza lavoro dipendente dai mercati e dai salari israeliani.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Strumentalizzazione della politica dell’acqua e la frammentazione dell’agricoltura palestinese</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In Cisgiordania la scarsità d’acqua è il risultato diretto di una politica israeliana di controllo delle risorse vitali e di indebolimento della resilienza agricola palestinese. Dal 7 ottobre 2023, le autorità israeliane hanno intensificato le restrizioni all’accesso all’acqua, aggravando un sistema decennale di controllo idro-politico progettato per erodere l’autosufficienza palestinese e consolidare l’espansione coloniale d’insediamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Amnesty International (2024), Israele controlla oltre l’85% delle risorse idriche della Cisgiordania e nega sistematicamente ai palestinesi i permessi di conservare i pozzi o perforarne di nuovi. Dall’inizio della guerra più di 240 pozzi agricoli sono stati distrutti o sigillati dalle forze israeliane – un aumento del 20% rispetto all’anno precedente (OCHA, 2024). Questi pozzi, particolarmente concentrati nella Valle del Giordano e nelle colline a sud di Hebron, erano essenziali per l’irrigazione dei terreni agricoli. La loro perdita ha contribuito a un calo del 32% delle terre irrigate e al quasi collasso della produzione di ortaggi e agrumi in ampie parti della Cisgiordania (FAO, 2024).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La scarsità d’acqua è ulteriormente aggravata dall’aumento vertiginoso dei sui costi: il prezzo dell’acqua trasportata è aumentato del 65% dalla fine del 2023, rendendo l’irrigazione inaccessibile per la maggior parte dei contadini. In aree come Salfit, Tubas e Qalqilya, molte famiglie sono state obbligate ad adottare tipi di colture più resistenti alla siccità o abbandonare completamente l’attività agricola, causando perdita di reddito e disoccupazione diffusa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le forze israeliane hanno inoltre preso di mira le infrastrutture idriche di base. B’Tselem (2024) riporta numerosi casi in cui i militari hanno confiscato serbatoi d’acqua utilizzati per l’irrigazione, soprattutto in comunità agricole remote che non hanno accesso alla rete idrica. Parallelamente, oltre 75 sorgenti naturali, un tempo vitali per i pastori palestinesi, sono state sequestrate o trasformate in parchi e siti ricreativi ad uso esclusivo dei coloni, limitando ulteriormente l’accesso comunitario a fonti d’acqua essenziali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le conseguenze economiche sono gravi. La Banca Mondiale (2024) rileva che l’inflazione alimentare in Cisgiordania ha superato il 41%, come risultato diretto dell’interruzione della produzione e della riduzione dell’offerta locale. Questa crisi colpisce in modo sproporzionato le famiglie rurali e a basso reddito, che si trovano ormai ad affrontare un doppio fardello : la diminuzione dei ricavi agricoli e l’aumento insostenibile dei prezzi dei beni alimentari di base. Allo stesso tempo, il collasso dei sistemi alimentari locali ha rafforzato la dipendenza palestinese dai mercati israeliani e dagli aiuti internazionali.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2026/04/image-8-1024x768.png" alt="" class="wp-image-25724" srcset="https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2026/04/image-8-1024x768.png 1024w, https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2026/04/image-8-300x225.png 300w, https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2026/04/image-8-768x576.png 768w, https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2026/04/image-8.png 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Foto di UAWC – Distribuzione di acqua durante la campagna “Stop Starving Gaza”.</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">A Gaza, la situazione è ancora più catastrofica. Il blocco e la guerra in corso hanno paralizzato l’intera infrastruttura idrica. Oltre il 70% delle serre e dei sistemi di irrigazione è stato distrutto e il 98,1% delle famiglie prive di accesso all’acqua dichiara di aver cessato completamente le attività agricole (FSALWG, 2025). L’accesso all’acqua potabile è diventato quasi impossibile, con rischi crescenti di contaminazione mentre l’ingresso di forniture essenziali per la purificazione dell’acqua rimane bloccato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste dinamiche non sono casuali: rappresentano una strategia deliberata di destabilizzazione agricola. Interrompendo l’accesso all’acqua, limitando la riparazione delle infrastrutture e favorendo l’accesso dei coloni, Israele sta implementando un sistema strutturale di apartheid idrico, in violazione del diritto internazionale. Nel contesto palestinese, l’acqua è un’arma politica. La politica idrica delle forze di occupazione è diventata un meccanismo centrale per sradicare la vita rurale palestinese, smantellare le basi della sovranità alimentare e approfondire la dipendenza economica e territoriale. La lotta per l’acqua è dunque inseparabile dalla più ampia lotta per la terra, la dignità e l’autodeterminazione.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">L’articolo 11 del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali (ICESCR) sancisce il diritto a un’alimentazione adeguata e alla libertà dalla fame, mentre il Commento generale n. 15 riconosce esplicitamente l’accesso all’acqua come fondamentale per la dignità umana e la salute. La negazione sistematica dell’acqua ai palestinesi, inclusa la distruzione dei pozzi e i regimi discriminatori di autorizzazione, costituisce una chiara violazione di questi obblighi.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La sovranità alimentare</strong><strong>, una pratica che sfida la cancellazione strutturale</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi i contadini palestinesi coltivano in condizioni che vanno ben oltre la semplice difficoltà. I loro campi sono circondati da insediamenti, sorvegliati da presidi militari e costantemente minacciati da ordini di demolizione o sequestro. In questo contesto l’agricoltura non è più solo un mezzo di sostentamento: è divenuta un atto politico. Ogni appezzamento di terra coltivato, ogni raccolto strappato a un suolo minacciato, è una testimonianza di perseveranza e di un rifiuto di scomparire. Di fronte all’isolamento, alla distruzione e all’esclusione, i contadini insistono nel rimanere, nel seminare, nel prendersi cura della terra e nel rinnovare il loro legame con essa come parte della più ampia lotta palestinese per la libertà e l’autodeterminazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa resistenza quotidiana si estende oltre le restrizioni militari, includendo il diniego di accesso, la distruzione delle infrastrutture, la confisca degli strumenti e l’ostruzione dei mercati. Secondo l’Istituto di Studi per il Medio Oriente (IMES, 2024), oltre il 70% degli agricoltori nell’Area C ha dichiarato di aver affrontato ostacoli diretti o attacchi che hanno interrotto o danneggiato il loro lavoro nell’ultimo anno.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="407" src="https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2026/04/image-9-1024x407.png" alt="" class="wp-image-25725" srcset="https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2026/04/image-9-1024x407.png 1024w, https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2026/04/image-9-300x119.png 300w, https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2026/04/image-9-768x305.png 768w, https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2026/04/image-9-1320x524.png 1320w, https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2026/04/image-9.png 1430w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Agricoltori palestinesi raccolgono cipolle nella Valle del Giordano, in Cisgiordania, il 10 febbraio 2020. (AP Photo/Majdi Mohammed)</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">In risposta all’intensificarsi delle pressioni e alla deprivazione sistemica, molte comunità agricole palestinesi stanno recuperando conoscenze agricole tradizionali. Un elemento centrale di questo processo è la banca dei semi creata dall’Unione dei Comitati di Lavoro Agricolo (Union of Agricultural Work Committees) che conserva e distribuisce varietà locali resistenti alla siccità. Questi semi, salvati, scambiati e coltivati al di fuori del controllo israeliano e delle multinazionali, sono diventati simboli viventi di sovranità alimentare e di resistenza, consentendo agli agricoltori palestinesi di riappropriarsi del controllo su cosa coltivano e su come lo coltivano. In questo modo, resistono alla dipendenza imposta da sistemi di input esterni e affermano un futuro agricolo guidato a livello locale, fondato su resilienza, memoria e autonomia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parallelamente a questi sforzi, gli agricoltori stanno recuperando pratiche come la raccolta dell’acqua piovana, l’agricoltura secca, la costruzione di terrazzamenti in pietra e metodi agroecologici a basso costo. Si tratta di risposte strategiche e rigenerative alle restrizioni israeliane sull’acqua. Secondo l’International Institute for Environment and Development (IIED, 2024), il 44% degli agricoltori palestinesi nelle aree soggette a restrizioni o chiusure ha adottato almeno una tecnica tradizionale nell’ultimo anno, non solo per sopravvivere, ma per continuare a coltivare sotto assedio.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Nel contesto palestinese la sovranità alimentare non è uno slogan. È una pratica quotidiana che sfida sistemi di espulsione e cancellazione, riconnette le comunità alla propria terra e ridefinisce la sopravvivenza non nonostante l’occupazione, ma come forma di resistenza ad essa.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’agricoltura</strong><strong>, come prima linea nella lotta per la liberazione</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In Palestina l’agricoltura non si svolge in condizioni normali. Avviene sotto assedio, all’ombra dei bulldozer e sotto la minaccia quotidiana di essere rimossi dalla propria terra. Ciò che si sta svolgendo nelle comunità rurali è uno sforzo calcolato per separare le persone dalla loro terra, svuotare le campagne dei loro abitanti e spezzare la volontà collettiva attraverso strumenti coordinati di confisca, incendi, blocchi e fame.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure la terra continua a essere coltivata come atto di determinazione. Chi semina oggi non insegue semplicemente un raccolto: si aggrappa ad una genealogia, affermando con il proprio lavoro che la terra non si misura in ettari ma in dignità, memoria e vita. Ogni stagione lavorata da mani palestinesi scrive una nuova riga nella storia ininterrotta della resistenza.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="406" src="https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2026/04/image-10-1024x406.png" alt="" class="wp-image-25726" srcset="https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2026/04/image-10-1024x406.png 1024w, https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2026/04/image-10-300x119.png 300w, https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2026/04/image-10-768x304.png 768w, https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2026/04/image-10-1320x523.png 1320w, https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2026/04/image-10.png 1431w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Foto di UAWC – Una finestra dipinta sul muro di separazione a Betlemme, che simboleggia il desiderio di libertà e di connessione con la terra oltre il muro.</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">In questo contesto, l’Unione dei Comitati di Lavoro Agricolo (Union of Agricultural Work Committees) sta costruendo una realtà diversa. Attraverso il suo lavoro difende le risorse, recupera la terra, rafforza la sovranità alimentare e ricompone la vita agricola all’interno di un quadro di resistenza e sopravvivenza. Che si tratti della conservazione dei semi autoctoni, del sostegno alla produzione agroecologica o della creazione di cooperative guidate dagli agricoltori, l’UAWC aiuta le comunità a resistere con struttura, forza e finalità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fare agricoltura in Palestina è una scelta deliberata e quotidiana di rimanere radicati. Ogni atto di coltivazione sotto occupazione afferma che la terra non sarà abbandonata, anche quando viene recintata, bombardata o confiscata. In questa lotta, l’agricoltura diventa più di una produzione alimentare: diventa politica, protezione e una via da seguire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I palestinesi stanno piantando il loro futuro, mantenendo la loro posizione e sfidando il mondo a riconoscere cosa significhi davvero una resistenza radicata nella terra. E in questo c’è un appello non solo alla solidarietà, ma a un impegno condiviso.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Postscriptum: situazione in Palestina occupata un anno dopo &#8211; 17 aprile 2026</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Un anno dopo la pubblicazione di quest’articolo, la situazione in Palestina occupata rimane critica.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>A Gaza, Israele ha violato numerose volte il cessate il fuoco entrato in vigore il 10 ottobre 2025, causando, secondo i dati riportati dall’</em><a href="https://www.ochaopt.org/content/humanitarian-situation-report-27-march-2026"><em>OCHA</em></a><em> altri 689morti e 1.860 feriti.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>In </em><em>Cisgiordania, il genocidio prende altre forme, </em><a href="https://electronicintifada.net/content/israel-perpetrating-slow-genocide-west-bank/50962"><em>più ‘lente’ </em></a><em>(come alcuni Palestinesi le hanno definite), ma comunque efficaci nel portare avanti il progetto coloniale di rimozione forzata dei palestinesi dalla terra e di controllo di territorio.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>L’ </em><a href="https://www.un.org/unispal/document/ocha-settler-violence-displaces-more-palestinians-in-2026-than-in-all-of-2025/"><em>OCHA</em></a><em>riporta che in questi primi mesi del 2026, il numero di sfollati in Cisgiordania è già superiore a quello registrato in tutto il 2025. Questo dato va letto in relazione all’aumento degli attacchi da parte dei coloni, spesso perpetrati con la protezione dell’esercito di occupazione israeliano. E’</em><a href="https://www.pcbs.gov.ps/portals/_pcbs/PressRelease/Press_En_LandDay2026E.pdf"><em>stato calcolato</em></a><em> che nel 2025 siano stati compiuti 23.827 attacchi contro palestinesi, di cui 5.770 contro proprietà &#8211; inclusi incendi di case, strutture, veicoli, e furto – 1.393 contro terre e risorse naturali; e 16.664 contro individui, alcuni dei quali con conseguenze mortali. Questi attacchi hanno inoltre causato la distruzione di oltre 35.273 alberi, tra cui circa 26.988 ulivi. Dall&#8217;inizio del 2026, altri 4000 attacchi contro i cittadini palestinesi e le loro proprietà sono già stati registrati.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Inoltre, ai palestinesi viene negato l’accesso a decine di migliaia di dunum di terre a</em><em>gricole e a centinaia di migliaia di dunum di pascoli, con conseguenze allarmanti per la sovranità alimentare palestinese. A tal riguardo, è importante segnalare che nell’agosto 2025, Israele ha distrutto l’unità di moltiplicazione della banca dei semi dell&#8217;Unione dei Comitati di Lavoro Agricolo ad Hebron che ospitava circa 70 varietà di semi autoctoni palestinesi.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Mentre gli attacchi al mondo contadino continuano, </em><a href="https://peacenow.org.il/en/summary-of-2025-in-settlements%20%20attraver%20%20checkpoints%20rurali%20continuano%20infatti%20ad%20essere%20particolarmente%20colpite%20dalla%20violenza"><em>54 nuove colonie sono state approvate dal governo Israeliano nel 2025 e 86 avamposti stabiliti su terre palestinesi</em></a><em>.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>In questo contesto, celebriamo oggi e ogni giorno la lotta del popolo palestinese per la propria terra, riaffermando la necessità di sostenere questa lotta attraverso azioni concrete e continuative per porre fine al genocidio e a decenni di colonialismo di popolamento perpetrati con il supporto europeo e statunitense.</em></p>


<ol class="wp-block-footnotes"><li id="dfbd4e55-7109-4c77-a2ff-29ea0044a325">Il <a href="https://defendingpeasantsrights.org/en/farming-where-the-world-looks-away/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">testo originale</a> è in inglese e quindi non presenta distinzione di genere nelle desinenze. Ciononostante, il testo parla anche del lavoro spesso invisibilizzato delle contadine palestinesi.<br>[1]  Dichiarazione fatta il 1° aprile 2025. <a href="#dfbd4e55-7109-4c77-a2ff-29ea0044a325-link" aria-label="Saltar a la referencia de la nota 1"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/21a9.png" alt="↩" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />︎</a></li><li id="c099927e-1ce8-43e7-919e-0fe65b6ad710">Dichiarazione fatta il 1° aprile 2025. <a href="#c099927e-1ce8-43e7-919e-0fe65b6ad710-link" aria-label="Saltar a la referencia de la nota 2"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/21a9.png" alt="↩" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />︎</a></li><li id="5739cd55-07e6-49b2-b973-dc851bcc8f23">Con gli Accordi di Oslo, la Cisgiordania è stata divisa in Area A, B e C. L’area C, tutt’ora sotto il controllo diretto di Israele, corrisponde a circa il 67% della Cisgiordania e include la maggior parte delle terre agricole e dei pascoli, dove la violenza dei coloni è particolarmente intensa. <a href="#5739cd55-07e6-49b2-b973-dc851bcc8f23-link" aria-label="Saltar a la referencia de la nota 3"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/21a9.png" alt="↩" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />︎</a></li><li id="3039b66a-8770-4f77-a8eb-9c6f0e4e52d8">L’autore fa riferimento all’ultimo trimestre del 2024, ed il primo del 2025. <a href="#3039b66a-8770-4f77-a8eb-9c6f0e4e52d8-link" aria-label="Saltar a la referencia de la nota 4"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/21a9.png" alt="↩" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />︎</a></li><li id="fcf1cb29-9632-442e-9da4-a876a0be589b">Ovvero 5.000 ettari (1 ettaro corrisponde a 10 dunum), equivalenti a circa 7.000 campi da calcio. <a href="#fcf1cb29-9632-442e-9da4-a876a0be589b-link" aria-label="Saltar a la referencia de la nota 5"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/21a9.png" alt="↩" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />︎</a></li></ol>


<div data-wp-interactive="core/file" class="wp-block-file"><object data-wp-bind--hidden="!state.hasPdfPreview" hidden class="wp-block-file__embed" data="https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2026/04/Palestinian-Farmers-article-.pdf" type="application/pdf" style="width:100%;height:600px" aria-label="Incrustado de Palestinian-Farmers-article-."></object><a id="wp-block-file--media-91024a3b-49db-44d9-bff8-34bd4b811a8a" href="https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2026/04/Palestinian-Farmers-article-.pdf">Palestinian-Farmers-article-</a><a href="https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2026/04/Palestinian-Farmers-article-.pdf" class="wp-block-file__button wp-element-button" download aria-describedby="wp-block-file--media-91024a3b-49db-44d9-bff8-34bd4b811a8a">Download</a></div>
<p>La entrada <a href="https://defendingpeasantsrights.org/coltivare-nei-luoghi-da-cui-il-mondo-distoglie-lo-sguardo/">Coltivare nei luoghi da cui il mondo distoglie lo sguardo</a> se publicó primero en <a href="https://defendingpeasantsrights.org">Defending Peasants&#039; Rights</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>17 de diciembre: Séptimo aniversario de la UNDROP</title>
		<link>https://defendingpeasantsrights.org/17-de-diciembre-septimo-aniversario-de-la-undrop/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[UN Working Group on UNDROP]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2025 16:55:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sin categoría]]></category>
		<category><![CDATA[Destacados]]></category>
		<category><![CDATA[UNDROP]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://defendingpeasantsrights.org/?p=23578</guid>

					<description><![CDATA[<p>El 17 de diciembre de 2025 marca el 7.º aniversario de la adopción de la Declaración de las Naciones Unidas sobre los Derechos de los Campesinos y de Otras Personas que Trabajan en las Zonas Rurales (UNDROP). Publicamos a continuación la declaración emitida por el Grupo de Trabajo de Expertos de las Naciones Unidas sobre...</p>
<p>La entrada <a href="https://defendingpeasantsrights.org/17-de-diciembre-septimo-aniversario-de-la-undrop/">17 de diciembre: Séptimo aniversario de la UNDROP</a> se publicó primero en <a href="https://defendingpeasantsrights.org">Defending Peasants&#039; Rights</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">El 17 de diciembre de 2025 marca el 7.º aniversario de la adopción de la Declaración de las Naciones Unidas sobre los Derechos de los Campesinos y de Otras Personas que Trabajan en las Zonas Rurales (UNDROP).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Publicamos a continuación la declaración emitida por el Grupo de Trabajo de Expertos de las Naciones Unidas sobre la UNDROP con motivo de este aniversario, en la que se reflexiona sobre la vigencia y la urgencia permanentes de la UNDROP. En esta ocasión, se reafirma la contribucion indispensable de los campesinos y campesinas, los pescadores artesanales, los pastores, los ganaderos, los pueblos indígenas y otros trabajadores y trabajadoras rurales a la seguridad y la soberanía alimentarias mundiales, así como a la resiliencia de los ecosistemas y la biodiversidad. Al subrayar que estas comunidades producen una parte significativa de los alimentos del mundo y mantienen sistemas de conocimientos tradicionales fundamentales para la adaptación al cambio climático, la declaración destaca cómo la UNDROP reconoce a los titulares de derechos rurales como actores centrales del desarrollo sostenible.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con motivo de este aniversario, hacemos un llamado a los Estados, las organizaciones internacionales, los movimientos sociales, las organizaciones de la sociedad civil, los académicos y académicas comprometidos, y otros actores relevantes a acelerar la implementación del marco basado en los derechos de la UNDROP, como fundamento de la dignidad, la igualdad y la justicia para las poblaciones rurales de todo el mundo.</p>



<div data-wp-interactive="core/file" class="wp-block-file"><object data-wp-bind--hidden="!state.hasPdfPreview" hidden class="wp-block-file__embed" data="https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2025/12/undrop-anniversary-stm-2025-s.pdf" type="application/pdf" style="width:100%;height:600px" aria-label="Incrustado de undrop-anniversary-stm-2025-s."></object><a id="wp-block-file--media-b2cf5631-0ba3-4498-a274-dc4d5e4e1c89" href="https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2025/12/undrop-anniversary-stm-2025-s.pdf">undrop-anniversary-stm-2025-s</a><a href="https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2025/12/undrop-anniversary-stm-2025-s.pdf" class="wp-block-file__button wp-element-button" download aria-describedby="wp-block-file--media-b2cf5631-0ba3-4498-a274-dc4d5e4e1c89">Download</a></div>
<p>La entrada <a href="https://defendingpeasantsrights.org/17-de-diciembre-septimo-aniversario-de-la-undrop/">17 de diciembre: Séptimo aniversario de la UNDROP</a> se publicó primero en <a href="https://defendingpeasantsrights.org">Defending Peasants&#039; Rights</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Brasil: Conselho Nacional de Direitos Humanos adota marco normativo fundamental para avançar na implementação da UNDROP</title>
		<link>https://defendingpeasantsrights.org/brasil-conselho-nacional-de-direitos-humanos-adota-marco-normativo-fundamental-para-avancar-na-implementacao-da-undrop/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lara Estevão Lourenço, Letícia Souza]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2025 15:15:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sin categoría]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://defendingpeasantsrights.org/?p=24372</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lara Estevão Lourenço: Conselheira Nacional de Direitos Humanos, advogada popular da Comissão Pastoral da Terra (CPT &#8211; Via Campesina Brasil)Letícia Souza: Conselheira Nacional de Direitos Humanos, advogada popular do Movimento dos Trabalhadores Rurais Sem Terra (MST &#8211; Via Campesina Brasil) Em 5 de junho de 2025, o Conselho Nacional dos Direitos Humanos (CNDH), após ter...</p>
<p>La entrada <a href="https://defendingpeasantsrights.org/brasil-conselho-nacional-de-direitos-humanos-adota-marco-normativo-fundamental-para-avancar-na-implementacao-da-undrop/">Brasil: Conselho Nacional de Direitos Humanos adota marco normativo fundamental para avançar na implementação da UNDROP</a> se publicó primero en <a href="https://defendingpeasantsrights.org">Defending Peasants&#039; Rights</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-theme-palette-8-background-color has-background wp-block-paragraph"><em><strong>Lara Estevão Lourenço:</strong> Conselheira Nacional de Direitos Humanos, advogada popular da Comissão Pastoral da Terra (CPT &#8211; Via Campesina Brasil)<br><strong>Letícia Souza:</strong> Conselheira Nacional de Direitos Humanos, advogada popular do Movimento dos Trabalhadores Rurais Sem Terra</em> <em>(MST &#8211; Via Campesina Brasil)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Em 5 de junho de 2025, o Conselho Nacional dos Direitos Humanos (CNDH), após ter sido provocado por organizações camponesas brasileiras da Via Campesina, publicou a <a href="https://bibliotecadigital.mdh.gov.br/jspui/bitstream/192/15261/1/sei-4948744-recomendacao-cndh-1.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Recomendação nº 5/2025</a>, a qual “Recomenda a adoção das providências necessárias para observância, publicização e cumprimento da Declaração das Nações Unidas sobre os Direitos dos Camponeses pelo Estado brasileiro”. Este documento constitui um marco normativo e político de extrema relevância para a efetivação dos direitos camponeses no Brasil, na medida em que reconhece, de forma explícita, a centralidade da Declaração das Nações Unidas sobre os Direitos dos Camponeses, das Camponesas e das Pessoas que Trabalham nas Áreas Rurais (UNDROP) como parâmetro indispensável para a atuação do Estado brasileiro. Este avanço normativo constitui igualmente uma boa prática na promoção e implementação da UNDROP a nível nacional, podendo — e devendo — inspirar organizações camponesas e autoridades públicas de outros países.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Para compreender a relevância desta Recomendação, é importante relembrarmos o contexto de aprovação da Declaração em 2018, em que o Brasil estava sob o governo de extrema direita, e, em razão de sua política externa e interna, se absteve em votar a favor do texto. As consequências deste posicionamento ocasionaram na ausência de inclusão da Declaração nas políticas internas do Estado brasileiro, dificultando sua implementação.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nesse sentido, o CNDH, enquanto instituição autônoma e que tem o dever legal de atuar na promoção e defesa de direitos humanos no Brasil, e a partir de sua comissão permanente “dos Direitos dos Povos Indígenas, dos Quilombolas, dos Povos e Comunidades Tradicionais, de Populações Afetadas por Grandes Empreendimentos e dos Trabalhadores e Trabalhadoras Rurais Envolvidos em Conflitos Fundiários”, recomendou uma série de medidas a serem tomadas pelo estado brasileiro, nas suas três instâncias de poder, para preencher essa lacuna e implementar políticas de proteção aos direitos das comunidades camponesas e demais pessoas trabalhadoras do campo, conforme a Declaração. Dentre essas medidas, recomendou-se ao Ministério de Relações Exteriores do Brasil que manifeste perante o Secretário Geral das Nações Unidas o apoio do Brasil à UNDROP.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ao publicar a recomendação, o CNDH se ancorou no cenário da política de direitos humanos no Brasil e constantes denúncias recebidas que revelam um histórico quadro de invisibilização e vulnerabilização dos povos do campo. Fato é que, a Comissão acima citada recebe quase a metade de denúncias de violações de direitos humanos no âmbito de todo o Conselho, o que reforça a importância do Estado brasileiro adotar medidas eficazes para a promoção e implementação da UNDROP e dos direitos humanos dos povos do campo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ao afirmar a necessidade de observância, publicização e cumprimento da UNDROP, o CNDH busca contribuir para superar a lacuna existente entre os compromissos internacionais assumidos pelo Brasil no campo dos direitos humanos e sua efetiva implementação no plano interno. Trata-se de um instrumento que reafirma que os direitos camponeses não se limitam a políticas setoriais ou assistenciais, mas integram o núcleo dos direitos humanos fundamentais, abrangendo direitos civis, políticos, econômicos, sociais, culturais e ambientais.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Além disso, a Recomendação <strong>explicita a relação estrutural</strong> entre a negação de direitos no campo e a persistência da violência no campo, dos conflitos fundiários, do trabalho escravo e da criminalização de defensoras e defensores de direitos humanos. Ao reconhecer as reiteradas condenações do Brasil pela Corte Interamericana de Direitos Humanos em casos envolvendo violência no campo, o documento reforça o dever estatal de prevenir, responsabilizar os autores e reparar integralmente as vítimas e familiares, inclusive quando as violações e os abusos são praticados por particulares com a conivência ou omissão do poder público.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Outro aspecto central é a <strong>valorização do papel dos camponeses e das camponesas</strong> na garantia da soberania e da segurança alimentar, na preservação da biodiversidade e no enfrentamento da crise climática. A Recomendação reconhece que as práticas agroecológicas e os conhecimentos tradicionais dos povos do campo são fundamentais para a construção de modelos de desenvolvimento social e ambientalmente sustentáveis, rompendo com a lógica de exploração intensiva da terra e dos bens naturais que historicamente tem produzido desigualdades e violações de direitos .</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Recomendação do CNDH também possui <strong>relevância institucional</strong> ao propor medidas concretas de implementação da UNDROP, como a criação de um Grupo de Trabalho interinstitucional, a articulação entre os Poderes Executivo, Legislativo e Judiciário e a participação ativa da sociedade civil organizada. Essas diretrizes reforçam a noção de que a efetivação dos direitos camponeses exige políticas de Estado, com mecanismos de monitoramento, avaliação e participação social, e não ações pontuais ou descontinuadas.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Por fim, ao orientar órgãos do sistema de justiça, como o Conselho Nacional de Justiça, o Ministério Público e as Defensorias Públicas, a Recomendação fortalece a incorporação da perspectiva dos direitos humanos dos camponeses e das camponesas nas decisões judiciais e administrativas, contribuindo para a ampliação do acesso à justiça e para a superação da impunidade nos crimes praticados no campo. Nesse sentido, o documento reafirma que a democracia brasileira e a justiça social passam, necessariamente, pelo reconhecimento da dignidade, da autonomia e dos direitos territoriais dos camponeses e das camponesas. Nesse sentido, é importante pontuar que o CNDH vem recebendo respostas de instituições informando a incorporação da Declaração em seu escopo jurídico orientativo. Destaca-se as publicações do <a href="https://agencia.tjse.jus.br/noticias/item/15863-tribunais-deverao-cumprir-declaracao-sobre-direitos-dos-camponeses" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tribunal de Justiça de Sergipe</a> e do <a href="https://www.tjpr.jus.br/en/destaques/-/asset_publisher/1lKI/content/id/109435890#109435890">Tribunal de Justiça do Paraná</a>, da <a href="https://www.trf1.jus.br/sjba/noticias/cndh-recomenda-adocao-da-declaracao-da-onu-sobre-direitos-dasos-camponesases-e-das-pessoas-que-trabalham-nas-areas-rurais-" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Justiça Federal da Bahia</a> e do <a href="https://www.trf5.jus.br/index.php/noticias/leitura-de-noticias?/id=326787" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tribunal Regional Federal da 5ª Região</a><a id="_ftnref2" href="#_ftn2"><sup>[2]</sup></a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Recomendação nº 05/2025 do CNDH representa um instrumento estratégico para a efetivação dos direitos dos povos do campo no Brasil, ao alinhar o ordenamento jurídico e as políticas públicas nacionais aos mais elevados parâmetros internacionais de direitos humanos, promovendo justiça social, combate à violência no campo e fortalecimento da democracia, com a participação direta dos movimentos sociais do campo.</p>
<p>La entrada <a href="https://defendingpeasantsrights.org/brasil-conselho-nacional-de-direitos-humanos-adota-marco-normativo-fundamental-para-avancar-na-implementacao-da-undrop/">Brasil: Conselho Nacional de Direitos Humanos adota marco normativo fundamental para avançar na implementação da UNDROP</a> se publicó primero en <a href="https://defendingpeasantsrights.org">Defending Peasants&#039; Rights</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sri Lanka: MONLAR pide al gobierno de reformar la ley interna para adaptarla a la UNDROP</title>
		<link>https://defendingpeasantsrights.org/sri-lanka-monlar-pide-al-gobierno-que-abandone-los-acuerdos-de-reestructuracion-de-la-deuda-y-reforme-la-legislacion-para-adaptarla-al-undrop/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Via Campesina]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jul 2025 08:19:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Artículos]]></category>
		<category><![CDATA[Luchas Rurales]]></category>
		<category><![CDATA[Nacional]]></category>
		<category><![CDATA[Regional]]></category>
		<category><![CDATA[Sin categoría]]></category>
		<category><![CDATA[derecho a la tierra]]></category>
		<category><![CDATA[Destacados]]></category>
		<category><![CDATA[Grupo de Trabajo]]></category>
		<category><![CDATA[Soberanía Alimentaria]]></category>
		<category><![CDATA[UNDROP]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://defendingpeasantsrights.org/?p=18106</guid>

					<description><![CDATA[<p>Este artículo fue publicado por primera vez en el sitio web de La Vía Campesina el 25 de abril de 2025. Puedes encontrarlo aquí. El Movimiento para la Reforma Agraria y Agrícola (MONLAR), que representa a más de 5.000 trabajadores campesinxs de Sri Lanka, presentó recientemente una solicitud al gobierno en la que enumera varios...</p>
<p>La entrada <a href="https://defendingpeasantsrights.org/sri-lanka-monlar-pide-al-gobierno-que-abandone-los-acuerdos-de-reestructuracion-de-la-deuda-y-reforme-la-legislacion-para-adaptarla-al-undrop/">Sri Lanka: MONLAR pide al gobierno de reformar la ley interna para adaptarla a la UNDROP</a> se publicó primero en <a href="https://defendingpeasantsrights.org">Defending Peasants&#039; Rights</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Este artículo fue publicado por primera vez en el sitio web de La Vía Campesina el 25 de abril de 2025. Puedes encontrarlo <a href="https://viacampesina.org/es/sri-lanka-la-monlar-pide-al-gobierno-que-abandone-los-acuerdos-de-reestructuracion-de-la-deuda-y-reforme-la-legislacion-para-adaptarla-al-undrop/">aquí</a>.</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>El Movimiento para la Reforma Agraria y Agrícola (MONLAR), que representa a más de 5.000 trabajadores campesinxs de Sri Lanka, presentó recientemente una solicitud al gobierno en la que enumera varios casos de violación de la Declaración de las Naciones Unidas sobre los Derechos Campesinos y Otras Personas que Trabajan en las Zonas Rurales, de la que Sri Lanka es signataria. También instó al Grupo de Trabajo de las Naciones Unidas sobre la Declaración a iniciar una evaluación sobre cómo las condiciones del FMI, otras instituciones financieras internacionales y la arquitectura global de la deuda violan los derechos humanos de campesinxs y trabajadores. La solicitud, de la que se reproduce un extracto a continuación, también revela cómo las instituciones financieras globales han implementado reformas económicas que han transferido la carga de la estabilización económica a los sectores más pobres de la sociedad mediante medidas de austeridad.</em></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>1,65 millones de campesinxs y pequeños productores de alimentos de Sri Lanka trabajan en menos de 2 hectáreas cada uno y, sin embargo, producen el 80% de los alimentos del país.</strong> Pero las políticas económicas impulsadas por la deuda y defendidas por el Fondo Monetario Internacional (FMI), el Banco Mundial y el Banco Asiático de Desarrollo (BAD) han acabado con la autonomía de campesinxs y pescadores en la producción de alimentos y con su capacidad para garantizar la soberanía alimentaria. A través de diversos programas de ajuste estructural, las Instituciones Financieras Internacionales (IFI) empujan a Sri Lanka a dar prioridad a los cultivos comerciales para la exportación frente a los alimentos para el consumo interno. Las reformas agrícolas orientadas a la exportación, que integraron la agricultura intensiva en capital, han favorecido a las agroindustrias y debilitado a campesinxs y pequeños pescadores al hacerlos dependientes del mercado para insumos como semillas, fertilizantes, redes de pesca y embarcaciones. Como consecuencia del creciente coste de la producción de alimentos, campesinxs y pescadores están profundamente endeudados, desposeídos de sus tierras, convertidos en jornaleros agrícolas en sus tierras y emigrando a zonas industriales locales o al extranjero como trabajadores en régimen de servidumbre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">El fracaso del actual sistema agrícola a la hora de crear medios de vida dignos para campesinxs y otros trabajadores de las zonas rurales queda patente en los altísimos niveles de concentración de la pobreza en las zonas rurales y de plantaciones, donde vive más del 80% de los pobres de Sri Lanka.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sri Lanka se enfrentó a una de las peores crisis económicas en 2022 al incumplir el pago de su deuda externa en abril de 2022. La crisis económica tuvo un impacto devastador en las comunidades rurales, provocando la duplicación de los índices de pobreza. <strong>El FMI, otras IFI y acreedores privados han utilizado la crisis y el impago de la deuda para empujar a Sri Lanka a su 17º programa con el FMI, un Servicio Ampliado del Fondo de 48 meses por valor de unos 3.000 millones de dólares.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">El Movimiento por la Reforma Agraria y de la Tierra (MONLAR), que representa a más de 5.000 trabajadores campesinos de Sri Lanka, presentó recientemente al gobierno un escrito en el que enumera varios casos de violación de la Declaración de la ONU sobre los derechos de los campesinos y otras personas que trabajan en zonas rurales, de la que Sri Lanka es signataria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La presentación, de la que reproducimos un extracto a continuación, también revela cómo las instituciones financieras mundiales han impuesto reformas económicas que han transferido la carga de la estabilización económica a los sectores más pobres de la sociedad a través de medidas de austeridad.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Violación del Artículo 2: Responsabilidad del Estado</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Dos días antes de las elecciones presidenciales de septiembre de 2024, Sri Lanka se vio obligada a firmar un acuerdo con acreedores internacionales para reestructurar su deuda con prestamistas privados. Este acuerdo, que no se hizo público ni se debatió con el público, ni siquiera en el Parlamento de Sri Lanka, obligó al país a priorizar el pago de la deuda sobre los derechos de la población de Sri Lanka. Afectará gravemente a la capacidad del gobierno para invertir en la producción de alimentos, el desarrollo de los medios de subsistencia rurales y la seguridad social de las comunidades rurales.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Violación del artículo 4: No discriminación contra la mujer</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph"><br>A pesar de que su contribución no se reconoce ni se refleja en los marcos políticos nacionales, la participación de las campesinas en la producción alimentaria de Sri Lanka es fundamental. Las campesinas se enfrentan a numerosas barreras que les impiden alcanzar su pleno potencial: la falta de acceso y control sobre los recursos naturales, los mercados, los servicios financieros, la tecnología y las responsabilidades de cuidado. Sin embargo, las campesinas apoyan la producción de alimentos como miembros no remunerados de la familia, trabajadoras agrícolas o a través de huertos domésticos. Sin embargo, no se les reconoce ni se les da importancia en el gasto público a nivel macro. Por lo tanto, están excluidas a dos niveles: como mujeres y como pequeñas productoras de alimentos.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Violación del artículo 15: derecho a la alimentación y soberanía alimentaria</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">La desnutrición y la malnutrición han sido siempre motivo de grave preocupación en Sri Lanka, donde <strong>el 32,6% de las mujeres de entre 15 y 49 años padecen anemia y el 15,9% de la niñez presentan deficiencias por bajo peso al nacer.</strong> La situación ha empeorado entre las familias de los trabajadores agrícolas del sector de las plantaciones. A pesar de ser considerado un país “agrícola”, Sri Lanka depende en gran medida de la importación de alimentos. La vulnerabilidad de nuestra seguridad alimentaria se pone de manifiesto durante crisis como la pandemia, conflictos geopolíticos como la guerra entre Ucrania y Rusia, y la escasez de divisas.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La crisis económica de 2022 ha empeorado aún más la situación. Según el Programa Mundial de Alimentos, en enero de 2023<strong>, 6,3 millones de personas, es decir, más del 30% de la población de Sri Lanka, sufrían “inseguridad alimentaria” y necesitaban ayuda humanitaria.</strong> De ellas, unos 5,3 millones reducían o se saltaban comidas, y al menos 65.600 personas padecían inseguridad alimentaria grave. El aumento del IVA también disparó la inflación de los alimentos.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Violación del Artículo 16: Derecho a unos ingresos y medios de vida dignos y a los medios de producción</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Las reformas económicas aplicadas a través del 17º programa del FMI han transferido la carga de la estabilización económica a los sectores más pobres de la sociedad a través de medidas de austeridad. La aplicación de los precios de la energía con recuperación de costes recomendados por el FMI casi ha triplicado los precios del combustible y la electricidad, lo que ha tenido efectos devastadores en los medios de subsistencia de los campesinos y la pesca. Los impuestos sobre equipos, semillas e insumos químicos han aumentado los costes de producción, sumiendo a los campesinos en la pobreza y el endeudamiento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">El endeudamiento de campesinxs y pescadores está vinculado principalmente a la expansión de la agricultura intensiva en capital y a la proliferación de los préstamos con ánimo de lucro por parte de bancos y sociedades financieras, como los préstamos de microfinanciación. Con la retirada del Estado de la concesión de créditos agrarios, el endeudamiento se ha convertido en una característica permanente en la vida de campesinxs y pescadores. Los suicidios entre campesinxs en la década de 1990 y entre las campesinas después de 2015 ilustran el carácter prolongado del endeudamiento en el sector agrario. Según las estadísticas nacionales de 2019, el endeudamiento es más frecuente en el sector rural y en el sector de las fincas que en el sector urbano. <strong>El 60,9% y el 64,4% de los hogares de los sectores rural y de las fincas, respectivamente, están endeudados.</strong> Vavuniya y Polonnaruwa, zonas predominantemente agrícolas, situadas también cerca de los mayores molinos arroceros propiedad de particulares, registraron las mayores incidencias de endeudamiento, con un 76,1% y un 70,3% de hogares endeudados.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Violación del Artículo 17: Derecho a la tierra</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Las IFI, como el FMI y el Banco Mundial, abogan desde hace tiempo por privatizar los mercados de tierras en Sri Lanka. Los títulos de propiedad de la tierra se distribuyen a lxs agricultores levantando las restricciones para que lxs campesinxs vendan sus tierras proporcionadas por el Estado a personas ajenas a él, lo que ha sido una antigua exigencia de estas IFI. Con el actual programa del FMI, esta exigencia ha vuelto a la palestra, y el gobierno ha introducido un nuevo programa para proporcionar títulos de propiedad de la tierra a lxs campesinxs. Con la actual crisis económica y el endeudamiento de lxs campesinxs, MONLAR y muchas otras organizaciones temen que esta medida conduzca al despojo a gran escala de las tierras de lxs campesinxs.</p>



<p class="wp-block-paragraph">En la actualidad, el Estado no reconoce el derecho consuetudinario a la tierra, por lo que muchos campesinxs han perdido las tierras que han cultivado y en las que han vivido durante generaciones. Debido a la falta de reconocimiento de la tenencia, muchas comunidades se ven desplazadas cuando llegan a sus pueblos proyectos y urbanizaciones a gran escala.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Aunque han pasado 15 años desde el final de la guerra, grandes extensiones de tierra en el Norte siguen bajo ocupación militar. Las comunidades minoritarias han utilizado estas tierras durante generaciones, antes y durante la guerra, y ocupan un lugar clave en sus medios de vida y su cultura. Algunos de los residentes de estas tierras son desplazados internos, mientras que otros siguen viviendo en campos de desplazados internos.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Violación del artículo 24: derecho a la vivienda</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Incluso después de 200 años, los descendientes de las personas traídas a Sri Lanka desde el sur de la India como trabajadores contratados (comunidad Malaiyaga) en las plantaciones de té y caucho de Sri Lanka no son propietarios de sus viviendas ni de sus tierras. Se vieron obligados a vivir en las tierras de las plantaciones (propiedad del Estado y de empresas privadas) en viviendas de muy baja calidad. Carecen de acceso a la tierra para su producción alimentaria y siguen siendo vulnerables a los desalojos por parte de los terratenientes: las empresas de las plantaciones.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Recomendaciones al Gobierno de Sri Lanka</strong></h4>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Salir inmediatamente de los acuerdos en curso con el FMI y de reestructuración de la deuda</strong>, ya que son desfavorables y perjudiciales. El gobierno debe negociar nuevos acuerdos que garanticen el desarrollo económico sostenible del país y los derechos socioeconómicos de campesinos, trabajadores y otras comunidades pobres y vulnerables.</li>



<li>I<strong>ntroducir las reformas necesarias en el marco jurídico y político local para hacer valer los derechos consagrados en el UNDROP.</strong> Algunas acciones inmediatas pueden ser:</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Revisar las leyes actuales relativas a la tierra, las semillas, el agua, la biodiversidad y otros recursos naturales para garantizar los derechos de lxs campesinos y otros trabajadores de las zonas rurales.</li>



<li>Codificación de una nueva Constitución que integre los derechos sociales, económicos y culturales de campesinxs, trabajadores y otros como derechos humanos fundamentales.</li>



<li>Reconocer la soberanía alimentaria y los derechos de lxs campesinxs y trabajadores rurales como prioridades clave en la formulación de su política agrícola, de desarrollo y económica.</li>



<li>Realizar una auditoría de la deuda agraria y proporcionar alivio de la deuda, incluida su condonación.</li>



<li>Reconocer a las mujeres como actores clave en la agricultura, la producción de alimentos y la economía rural. Asignar recursos a través de los presupuestos nacionales y locales para garantizar que las mujeres tengan acceso a recursos financieros accesibles y justos. El gobierno debe apoyar las acciones colectivas de las campesinas en los sistemas de producción, transformación, comercialización y ahorro de alimentos.</li>



<li>Liberar todas las tierras ocupadas por los militares en el Norte y el Este a sus propietarios originales, y apoyar a los campesinos y otros productores de alimentos para que vuelvan a ganarse la vida en esas tierras.</li>



<li>Reconocer y cumplir la demanda de la comunidad Malaiyaga de asignar tierras para su vivienda y la producción de alimentos.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>MONLAR también pidió al Grupo de Trabajo de la ONU </strong>sobre la Declaración de los Derechos Campesinos y Otras Personas que Trabajan en Zonas Rurales que inicie una evaluación de cómo las condiciones del FMI, otras IFI y la arquitectura de la deuda mundial violan los derechos humanos de los campesinos y trabajadores, y también que inicie un estudio entre países para examinar el impacto de la microfinanciación en las mujeres y el desarrollo rural.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://viacampesina.org/en/wp-content/uploads/sites/2/2025/04/SRILANKA-INFOGRAPHIC_EN-1024x724.jpg" alt="" class="wp-image-17436"/></figure>
<p>La entrada <a href="https://defendingpeasantsrights.org/sri-lanka-monlar-pide-al-gobierno-que-abandone-los-acuerdos-de-reestructuracion-de-la-deuda-y-reforme-la-legislacion-para-adaptarla-al-undrop/">Sri Lanka: MONLAR pide al gobierno de reformar la ley interna para adaptarla a la UNDROP</a> se publicó primero en <a href="https://defendingpeasantsrights.org">Defending Peasants&#039; Rights</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Desafios do campesinato brasileiro: A UNDROP como ferramenta de luta</title>
		<link>https://defendingpeasantsrights.org/desafios-do-campesinato-brasileiro-a-undrop-como-ferramenta-de-luta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Via Campesina Brasil, Terra de Direitos, CETIM]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2025 15:18:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sin categoría]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://defendingpeasantsrights.org/?p=18757</guid>

					<description><![CDATA[<p>Contribuição da Via Campesina Brasil ao Grupo de Trabalho da ONU sobre UNDROP Via Campesina Brasil apresenta uma contribuição escrita (disponível em português e em inglês) à chamada do Grupo de Trabalho da ONU sobre a UNDROP delineando os principais desafios do campesinato brasileiro. Elaborado coletivamente após a realização de uma formação sobre a UNDROP...</p>
<p>La entrada <a href="https://defendingpeasantsrights.org/desafios-do-campesinato-brasileiro-a-undrop-como-ferramenta-de-luta/">Desafios do campesinato brasileiro: A UNDROP como ferramenta de luta</a> se publicó primero en <a href="https://defendingpeasantsrights.org">Defending Peasants&#039; Rights</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Contribuição da Via Campesina Brasil ao Grupo de Trabalho da ONU sobre UNDROP</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Via Campesina Brasil apresenta uma contribuição escrita (disponível em </em></strong><a href="https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2025/07/LVC-Brasil_Contribuicao-GT-ONU-UNDROP_Marco-2025.pdf"><strong><em>português</em></strong></a> <strong>e em</strong><a href="https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2025/07/LVC-Brazil_Call-for-Inputs_WG-UNDROP_March-2025.pdf"><strong><em> inglês</em></strong></a><strong><em>) à chamada do Grupo de Trabalho da ONU sobre a UNDROP delineando os principais desafios do campesinato brasileiro. Elaborado coletivamente após a realização de uma formação sobre a UNDROP para organizações brasileiras da LVC, o texto também apresenta uma visão coletiva sobre o atual estado do direito à participação dos camponeses e camponesas no Brasil.</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante os meses de janeiro e março de 2025, uma formação sobre a <a href="https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2024/05/UNDROP-portugues.pdf">Declaração dos Direitos dos Camponeses e Camponesas (UNDROP)</a> foi realizada para organizações membro da Via Campesina Brasil, com apoio da organização de direitos humanos <a href="https://terradedireitos.org.br/">Terra de Direitos</a> e do <a href="https://www.cetim.ch/">CETIM</a>. Essa foi a primeira formação voltada à UNDROP para movimentos sociais e organizações rurais de base no Brasil, sendo exemplo prático da implementação da estratégia da Via Campesina Internacional de realizar treinamentos sobre a Declaração para as suas bases nos mais diversos países.</p>



<p class="wp-block-paragraph">O objetivo da formação foi não apenas tornar a UNDROP conhecida entre seus detentores de direito, mas também facilitar e encorajar uma apropriação popular dessa Declaração por camponeses, camponesas e outros povos rurais em suas lutas políticas e jurídicas nos níveis local, nacional, regional e internacional. A formação teve também como objetivo central a elaboração de um plano estratégico para incidência junto a diversas instâncias governamentais, jurídicas e políticas, visando a implementação da Declaração com participação ativa dos camponeses, camponesas e outros povos rurais cujos direitos estão consagrados na UNDROP.</p>



<p class="wp-block-paragraph">No âmbito desta primeira formação no Brasil, os participantes dos diversos movimentos sociais que integram a Via Campesina Brasil estudaram a história do processo de construção da UNDROP e o conteúdo do instrumento, destacando os direitos camponeses à terra, à biodiversidade, às sementes e à soberania alimentar. Em um segundo momento, discutiram casos concretos de violações aos direitos estabelecidos pela UNDROP ocorridos em território nacional, perpetrados sobretudo por empresas transnacionais e latifundiários do agronegócio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Aproveitando o capital político dos movimentos sociais presentes, impulsionar a implementação da UNDROP a partir de uma perspectiva popular é crucial no escopo do árduo e longevo trabalho pela justiça social, reforma agrária e soberania alimentar no meio rural brasileiro. Nesse sentido, o plano estratégico elaborado coletivamente durante a formação trouxe uma importante clareza sobre o caminho a ser traçado visando a promoção e implementação da UNDROP no Brasil e a tradução de suas disposições tanto no âmbito legal quanto nas políticas públicas.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dentre as variadas iniciativas a serem realizadas, encontra-se a incidência junto às Nações Unidas (ONU), especialmente junto ao seu recém-criado <a href="https://www.ohchr.org/es/specialprocedures/wg-peasants">Grupo de Trabalho (GT) sobre a UNDROP</a>. Ao participar nos debates do GT e colaborar com o seu trabalho, organizações camponesas e rurais ao redor do mundo podem utilizar esse mecanismo internacional de modo a fazer avançar a implementação da UNDROP em seus respectivos países. Afinal, uma das funções do GT é justamente recomendar, apoiar e acompanhar os países membros da ONU na implementação da Declaração, para que ela possa ser vetor direto na elaboração de políticas públicas, programas e leis que de fato reparem as desigualdades no campo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Em março de 2025, o GT lançou uma <a href="https://www.ohchr.org/es/calls-for-input/2025/call-input-global-trends-challenges-affecting-peasants-and-other-people">chamada pública</a> para que organizações camponesas e rurais, bem como governos e outras instituições, colaborassem com seus próximos dois estudos em que serão abordados os seguintes temas: i. tendências globais nos desafios que afetam camponeses; ii. direito dos camponeses e camponesas à participação igualitária. Assim, a Via Campesina Brasil, através da Comissão Pastoral da Terra (CPT), Movimento dos Pequenos Agricultores (MPA), Movimento dos Atingidos por Barragens (MAB), Movimentos dos Trabalhadores Rurais Sem Terra (MST), juntamente com a Terra de Direitos e com o apoio técnico do CETIM, submeteu um documento de forma a contribuir aos estudos do GT a partir dos desafios do campesinato brasileiro. O documento, disponível <a href="https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2025/07/LVC-Brasil_Contribuicao-GT-ONU-UNDROP_Marco-2025.pdf">aqui</a>, apresenta uma perspectiva coletiva sobre a atual conjuntura dos desafios camponeses no Brasil, cuja síntese se apresenta a seguir:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Os camponeses, camponesas, pescadores artesanais, povos tradicionais e trabalhadores rurais no Brasil enfrentam desafios estruturais que ameaçam seus modos de vida e direitos fundamentais. A concentração de terras e os conflitos agrários são agravados pela falta de reforma agrária e pela privatização de áreas comuns, levando a violências e impunidade. Além disso, o acesso a políticas públicas é limitado por burocracia, falta de assistência técnica e infraestrutura, enquanto a crise climática e os grandes projetos, como barragens, deslocam comunidades e degradam o meio ambiente. A identidade cultural camponesa também é ameaçada pelo avanço do agronegócio, que substitui práticas sustentáveis por monoculturas e intensifica o uso de agrotóxicos. A criminalização das lutas por direitos territoriais e a falta de acesso à justiça também perpetuam a vulnerabilidade dessas populações, especialmente indígenas, quilombolas e comunidades extrativistas, que sofrem com violências e exclusão social.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>O direito à participação de camponeses, camponesas e trabalhadores rurais em decisões políticas ainda enfrenta barreiras significativas no Brasil. A exclusão desses grupos se manifesta na falta de acesso a informações, na dificuldade de representação política efetiva e na ausência de consultas prévias, livres e informadas, especialmente em processos de licenciamento ambiental e formulação de políticas públicas. Comunidades tradicionais, como indígenas e quilombolas, frequentemente têm seus direitos violados, sem canais adequados para influenciar decisões que impactem seus territórios e modos de vida. Além disso, a marginalização política é agravada pela predominância do agronegócio, que concentra poder e recursos, limitando a voz da agricultura familiar e de pequenos produtores em espaços decisórios nacionais e internacionais.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Apesar desses desafios, existem mecanismos e políticas que buscam ampliar a participação rural, como conselhos de desenvolvimento agrícola (CONDRAF), fóruns de discussão e programas de fortalecimento da agricultura familiar. A Declaração dos Direitos dos Camponeses e Camponesas (UNDROP) e a Convenção 169 da OIT oferecem bases legais para exigir consultas participativas. No entanto, a efetividade desses instrumentos depende da pressão social, do acesso à justiça e do comprometimento do Estado em garantir que as vozes do campo sejam ouvidas. Movimentos sociais têm desempenhado um papel crucial nessa luta, promovendo marchas, ocupações de terras e incidência política para assegurar que os direitos participativos não sejam apenas formais, mas concretos e transformadores.</em></p>



<pre class="wp-block-verse"><strong><em>A exemplo da Via Campesina Brasil, a realização de processos formativos sobre a declaração em níveis nacional e/ou regional, a elaboração de um plano estratégico pelos movimentos locais para sua promoção e a participação no Grupo de Trabalho da ONU sobre UNDROP são passos essenciais para implementar a UNDROP em âmbito nacional e internacional. Esse é um caminho fundamental para dar vida à declaração a partir das bases, por meio da apropriação dos direitos pelos seus detentores e da integração da UNDROP em suas lutas políticas e jurídicas por justiça social e direitos humanos dos povos do campo.</em></strong></pre>
<p>La entrada <a href="https://defendingpeasantsrights.org/desafios-do-campesinato-brasileiro-a-undrop-como-ferramenta-de-luta/">Desafios do campesinato brasileiro: A UNDROP como ferramenta de luta</a> se publicó primero en <a href="https://defendingpeasantsrights.org">Defending Peasants&#039; Rights</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>¡Nueva fecha confirmada! Reserva la fecha e inscríbete – Webinar sobre lxs titulares de derechos de la UNDROP</title>
		<link>https://defendingpeasantsrights.org/nueva-fecha-confirmada-reserva-la-fecha-e-inscribete-webinar-sobre-lxs-titulares-de-derechos-de-la-undrop/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Defending Peasants' Rights]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jun 2025 11:49:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Publicaciones]]></category>
		<category><![CDATA[Sin categoría]]></category>
		<category><![CDATA[Destacados]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://defendingpeasantsrights.org/?p=17306</guid>

					<description><![CDATA[<p>¡LAS LUCHAS RURALES EN ACCIÓN! Las luchas de lxs titulares de derechos de la UNDROP por unos sistemas alimentarios justos y sostenibles Informaciones prácticas Tras el ataque de hackers durante nuestro seminario en línea del 5 de mayo, hemos fijado una nueva fecha para nuestro evento público anual en línea. Como parte de las medidas...</p>
<p>La entrada <a href="https://defendingpeasantsrights.org/nueva-fecha-confirmada-reserva-la-fecha-e-inscribete-webinar-sobre-lxs-titulares-de-derechos-de-la-undrop/">¡Nueva fecha confirmada! Reserva la fecha e inscríbete – Webinar sobre lxs titulares de derechos de la UNDROP</a> se publicó primero en <a href="https://defendingpeasantsrights.org">Defending Peasants&#039; Rights</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">¡LAS LUCHAS RURALES EN ACCIÓN!</h2>



<h2 class="wp-block-heading">Las luchas de lxs titulares de derechos de la UNDROP por unos sistemas alimentarios justos y sostenibles</h2>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" src="https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2025/06/image.png" alt="" class="wp-image-17320"/></figure>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Informaciones prácticas</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>El webinario tendrá lugar el <strong>miércoles 25 de junio de 14:30 a 16:30 CEST / 12:30 a 14:30 UTC</strong>, para saber a qué hora será en su zona horaria haga clic&nbsp;<strong><a href="https://www.timeanddate.com/worldclock/converter.html?iso=20250506T123000&amp;p1=1440&amp;p2=tz_cest" target="_blank" rel="noreferrer noopener">aquí</a></strong>.</li>



<li><strong>ENLACE DE INSCRIPCIÓN</strong>: <a href="https://us06web.zoom.us/meeting/register/AhWPbaA4Tk-mHWzD8pYaJQ">https://us06web.zoom.us/meeting/register/AhWPbaA4Tk-mHWzD8pYaJQ</a></li>



<li><strong>¡Por favor, inscríbase con antelación! La inscripción es obligatoria para todos lxs participantes.</strong></li>



<li>Interpretación en francés, inglés y español.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Tras el ataque de hackers durante nuestro seminario en línea del 5 de mayo, hemos fijado una nueva fecha para nuestro evento público anual en línea. Como parte de las medidas de seguridad digital implementadas para reducir las amenazas virtuales, <strong>solicitamos amablemente a todas las personas participantes que se registren con antelación mediante el enlace proporcionado arriba.</strong> ¡No cederemos ante quienes nos atacaron, nuestro seminario se realizará y <strong>las luchas rurales seguirán cada vez más unidas y fuertes</strong>!</em></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">__________________________</p>



<p class="wp-block-paragraph">El <strong>25 de junio</strong>, «Defendiendo los derechos campesinos» organiza un seminario web dedicado a lxs titulares de derechos de la UNDROP y a sus luchas por unos sistemas alimentarios sostenibles y justos.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dado que la propia existencia de la Declaración se basa en la necesidad de reconocer e incluir a los grupos rurales en toda su diversidad, queremos aprovechar este seminario web para dar a conocer y homenajear a todxs aquellxs que trabajan para alimentar a la gente preservando la tierra, el océano y los recursos naturales, y especialmente a lxs que siguen haciéndolo frente a un sistema agroindustrial depredador.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Para entender UNDROP, hacernos con ella, utilizarla y defenderla, es necesario saber a quién protege, tanto para las personas afectadas, que no siempre se reconocen en ella, como para el público en general y los profesionales, que a veces no llegan a comprender todo el alcance de la Declaración.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>¡Únase a nosotros para conocer las luchas rurales en acción!</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Programa</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Apertura por <strong>Defendiendo los Derechos Campesinos</strong></li>



<li>Introducción sobre el <a href="https://defendingpeasantsrights.org/rights/i-definicion-de-campesinos-y-otras-personas-que-trabajan-en-zonas-rurales/"><strong>artículo 1</strong></a> de la UNDROP por <a href="https://defendingpeasantsrights.org/presentacion-de-los-miembros-del-grupo-de-trabajo-de-la-onu-sobre-undrop/"><strong>Shalmali Guttal</strong></a> del <a href="https://www.ohchr.org/es/specialprocedures/wg-peasants"><strong>Grupo de Trabajo de la ONU sobre los campesinos y otros trabajadores rurales</strong></a></li>



<li>Mesa redonda de las organizaciones que representan a lxs titulares de derechos de la UNDROP:<strong> <a href="https://wamipglobal.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">World Alliance of Mobil Indigenous Peoples</a>, <a href="https://www.iuf.org/es/">Organización sindical mundial alimentaria, agrícola, hotelera</a>, <a href="http://fimarc.org/Espa%C3%B1ol/index.php">Federación Internacional de Movimientos de Adultos Rurales Católicos</a>, <a href="https://wffp-web.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Foro Mundial de Pueblos Pescadores</a>, <a href="https://viacampesina.org/es/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La Via Campesina</a>, <a href="https://www.ruralwomensassembly.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rural Women Assembly</a>, Sea Nomads Contact Group.</strong></li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading has-text-align-center">Objectivos</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Informar al público sobre la UNDROP y sus titulares de derechos.</li>



<li>Compartir los puntos de vista de todos lxs titulares de derechos sobre sus luchas por sistemas alimentarios justos y sostenibles y la realización de sus derechos.</li>



<li>Fortalecer la colaboración entre todas las organizaciones de titulares de derechos.</li>



<li>Mejorar la colaboración con el Grupo de Trabajo de las Naciones Unidas sobre la UNDROP.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>IMPORTANTE: Asegúrese de unirse a la reunión de Zoom indicando claramente su nombre y organización. Por motivos de seguridad, es posible que no se admita en la reunión a los participantes cuya identidad no pueda verificarse.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>El seminario web es posible gracias al apoyo financiero de: Action de Carême y HEKS/EPER.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>La entrada <a href="https://defendingpeasantsrights.org/nueva-fecha-confirmada-reserva-la-fecha-e-inscribete-webinar-sobre-lxs-titulares-de-derechos-de-la-undrop/">¡Nueva fecha confirmada! Reserva la fecha e inscríbete – Webinar sobre lxs titulares de derechos de la UNDROP</a> se publicó primero en <a href="https://defendingpeasantsrights.org">Defending Peasants&#039; Rights</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Trabajo de incidencia durante la primera sesión presencial del Grupo de Trabajo sobre Derechos Campesinos de la ONU en Ginebra</title>
		<link>https://defendingpeasantsrights.org/la-via-campesina-participo-y-dio-aportes-en-la-primera-reunion-presencial-del-grupo-de-trabajo-sobre-derechos-campesinos-de-la-onu-en-ginebra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Via Campesina ]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Nov 2024 10:42:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Artículos]]></category>
		<category><![CDATA[Grupo de Trabajo de la ONU sobre UNDROP]]></category>
		<category><![CDATA[Publicaciones]]></category>
		<category><![CDATA[Sin categoría]]></category>
		<category><![CDATA[Grupo de Trabajo]]></category>
		<category><![CDATA[ONU]]></category>
		<category><![CDATA[UNDROP]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://defendingpeasantsrights.org/?p=9700</guid>

					<description><![CDATA[<p>Este artículo se publicó por primera vez en el sitio web de La Vía Campesina el 14 de noviembre, puede encontrarlo aquí. Del 21 al 25 de octubre de 2024, el Grupo de Trabajo de las Naciones Unidas sobre los Derechos de los Campesinos y Otras Personas que Trabajan en Zonas Rurales (el Grupo de...</p>
<p>La entrada <a href="https://defendingpeasantsrights.org/la-via-campesina-participo-y-dio-aportes-en-la-primera-reunion-presencial-del-grupo-de-trabajo-sobre-derechos-campesinos-de-la-onu-en-ginebra/">Trabajo de incidencia durante la primera sesión presencial del Grupo de Trabajo sobre Derechos Campesinos de la ONU en Ginebra</a> se publicó primero en <a href="https://defendingpeasantsrights.org">Defending Peasants&#039; Rights</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>Este artículo se publicó por primera vez en el sitio web de La Vía Campesina el 14 de noviembre, puede encontrarlo <a href="https://viacampesina.org/es/la-via-campesina-participo-y-dio-aportes-a-la-primera-reunion-presencial-del-grupo-de-trabajo-sobre-derechos-campesinos-de-la-onu-en-ginebra/">aquí</a>.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Del 21 al 25 de octubre de 2024, el Grupo de Trabajo de las Naciones Unidas sobre los Derechos de los Campesinos y Otras Personas que Trabajan en Zonas Rurales (el Grupo de Trabajo) celebró su segunda sesión en Ginebra. Este Grupo de Trabajo se estableció en octubre del año pasado cuando los estados miembros del Consejo de Derechos Humanos de la ONU adoptaron una resolución presentada por Bolivia y un grupo central de estados acordando seguir implementando la Declaración de la ONU sobre derechos campesinos y otras personas que trabajan en Áreas Rurales (UNDROP).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Delegadxs de La Vía Campesina (LVC) de Asia, Europa y América Latina junto con sus aliadxs, CETIM y FIAN Internacional, asistieron y participaron en esta primera reunión histórica presencial del Grupo de Trabajo UNDROP en Ginebra. LVC estuvo representada por Zainal Fuat de la Unión de Agricultores de Indonesia, SPI de Indonesia, Paola Goes del Movimiento de afectadxs por Represas, MAB de Brasil y Pierre Maison de la Confederación Paysanne de Francia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante la sesión, el Grupo de Trabajo organizó una reunión el día 23 de octubre con organizaciones de la sociedad civil para consultar y recibir información sobre los avances logrados y los principales obstáculos encontrados en el proceso de promoción e implementación, iniciando así una discusión sobre las prioridades del Grupo de Trabajo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">El 24 de octubre, el Grupo de Trabajo también se reunió e interactuó con representantes estatales. El Grupo de Trabajo inició el proceso de consulta a través de la convocatoria de aportes emitida este año. Hasta el momento, se presentaron más de 60 aportes: 14 de Estados, 41 de la sociedad civil y 14 de diferentes instituciones académicas y de derechos humanos.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Leer aqui el <a href="https://www.cetim.ch/wp-content/uploads/Call-for-inputs_WG-UNDROP-2024_LVC-CET-FIAN.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">documento de aportes de LVC, CETIM y FIAN Internacional</a> (solo en inglés).</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Zainal, líder de Asia, presentó los esfuerzos de LVC para difundir la UNDROP y destacó algunos logros y desafíos importantes que enfrentan hasta ahora las organizaciones miembros para difundir y crear una mayor conciencia entre los titulares de derechos en sus respectivos países. Después de la adopción de UNDROP en 2018, LVC y sus organizaciones miembros, trabajando junto con sus aliadxs, CETIM y FIAN Internacional, desarrollaron <a href="https://viacampesina.org/es/derechos-de-las-campesinas-y-campesinos/materiales-de-educacion-popular-undrop/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">materiales populares</a>, organizaron numerosas sesiones de formación a nivel nacional, regional e internacional y tradujeron la declaración a más de 18 idiomas locales. Además de los seis idiomas oficiales de la ONU. &nbsp;También se creó un repositorio en línea para proporcionar una plataforma común que facilite el intercambio de conocimientos y conecte diferentes organizaciones y movimientos, y para vincular la UNDROP con otros instrumentos y estándares internacionales. La Vía Campesina también compartió sobre las medidas legislativas, administrativas, políticas y otras medidas relacionadas que el movimiento campesino consideró como buenas prácticas y lecciones aprendidas sobre la implementación de la UNDROP antes de la creación del Grupo de Trabajo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Paula Goes del MAB Brasil y la Coordinadora Latinoamericana de Organizaciones del Campo (CLOC – Vía Campesina) destacaron cómo la pandemia y los gobiernos de extrema derecha han generado una situación política delicada en América Latina, que ha impactado en la implementación de la UNDROP. A pesar de estos desafíos, la CLOC – Vía Campesina nunca ha dejado de presionar a los Estados para que implementen esta importante herramienta. Por ejemplo, la nueva aprobación constitucional cubana en 2019 incorporó elementos importantes de la UNDROP, la Corte Interamericana de Derechos Humanos está produciendo una jurisprudencia relevante sobre los derechos campesinos, mientras en Ecuador en 20233 se ratificó la declaración, un paso importante para defender a quienes alimentan al país y para centrar el debate del Estado en la elaboración de la política agraria, &nbsp; y asimismo, &nbsp;Honduras declaró la Ley Monsanto (Decreto No. 21-2012) inconstitucional.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sibylle Dirren y Ana María Suárez-Franco de FIAN Internacional enfatizaron la necesidad urgente de reformas sistémicas para defender los derechos humanos, garantizar la soberanía alimentaria y promover la justicia social. Describieron la preocupante tendencia de la mercantilización de los bienes naturales, que impacta desproporcionadamente a lxs campesinxs al consolidar los bienes bajo el control corporativo y de élite, y enfatizaron la importancia de la agroecología, arraigada en los conocimientos y prácticas de lxs campesinxs y las comunidades rurales, como base para sistemas alimentarios sostenible , con mujeres rurales que defienden modelos transformadores que se alinean con la justicia social, económica, ambiental y de género.</p>



<p class="wp-block-paragraph">En Europa, Pierre Maison de la Confederación Paysanne destacó cómo los miembros de LVC han estado presionando a sus gobiernos, especialmente en el proceso de adopción de la UNDROP y la resolución para establecer el Grupo de Trabajo de la ONU. Señaló que la relación que tienen las organizaciones miembros con sus gobiernos varía de un país a otro. Algunos miembros son muy cercanos a sus gobiernos, otros no. A nivel europeo, la región de la Coordinación Europea Vía Campesina (ECVC) sigue presionando por políticas públicas que estén alineadas con la declaración.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Raffaele Morgantini del CETIM intervino para hablar brevemente sobre el caso de Suiza y sus desafíos en términos de promoción e implementación de la UNDROP. De hecho, el caso suizo es complejo y lamentablemente ha tenido pocos o ningún avance hasta la fecha, a pesar del trabajo de promoción llevado a cabo por la coalición de “Amigos de la Declaración – Suiza”, de la que forman parte CETIM, Uniterre (miembro de LVC en Suiza) y FIAN Suiza son miembros. Entre los principales obstáculos en Suiza, pero que se reflejan en muchos otros países donde el sector agroindustrial ejerce un control casi total sobre los sistemas alimentarios y agrícolas, lxs delegadxs identificaron la centralidad de la arquitectura comercial y financiera dominante. De hecho, el régimen internacional de libre comercio e inversión implica una contradicción fundamental con los compromisos asumidos a nivel de la UNDROP. CETIM declaró que la coalición suiza desea participar de manera constructiva y activa en las actividades del nuevo Grupo de Trabajo, para que pueda desempeñar un papel importante en ayudar a promover e implementar la declaración sobre los derechos campesinos en Suiza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Vía Campesina está convencida de que la &nbsp;UNDROP es una herramienta muy relevante para fomentar la agroecología y las prácticas agrícolas verdaderamente sostenibles, la justicia climática y ambiental, garantizar el derecho a la alimentación para todxs, mejorar el derecho a la salud y, en general, proteger los derechos humanos.</p>



<p class="wp-block-paragraph">En este sentido, el movimiento campesino sugirió que el Grupo de Trabajo debería (1) examinar cómo las iniciativas de lxs campesinxs, las comunidades rurales y los pueblos indígenas podrían contribuir a salvaguardar la biodiversidad; abordar y revertir el despojo estructural de lxs campesinxs y las comunidades rurales de los medios de producción (como semillas, tierra, agua, etc.); (2) abordar la cuestión del desmantelamiento de la arquitectura transnacional de los regímenes comerciales y de inversión dominantes que promueven los agronegocios monopólicos y depredadores y otras prácticas corporativas dañinas a expensas de los derechos de los campesinos; y (3) explorar cómo la soberanía alimentaria y la justicia social sirven como principios alternativos para un mejor acceso a los mercados.</p>



<p class="wp-block-paragraph">FIAN también destacó el potencial de UNDROP como instrumento de colaboración entre los diferentes grupos que constituyen un mundo rural diverso, como los pueblos indígenas, las mujeres rurales, lxs campesinxs, lxs pastores, lxs pescadores artesanales y lxs trabajadores pesqueros, lxs habitantes de los bosques y lxs trabajadores agrícolas y alimentarios. Instaron a adoptar un enfoque interseccional para abordar la discriminación sistémica, reconociendo las barreras que plantean el género, la raza, la clase y otros factores sociales, particularmente para las mujeres y las personas LGBTIQA+ en las zonas rurales. Este enfoque integral, argumentaron, es esencial para construir comunidades inclusivas y resilientes y garantizar la plena realización de los derechos humanos para toda la población rural.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Finalmente, Zainal Fuat hizo aportes adicionales sobre las prioridades de La Vía Campesina que deben abordarse en la implementación de la declaración. Estos incluyen (1) la promoción de mejores prácticas y lecciones aprendidas, el fomento de la colaboración entre los Estados, los titulares de derechos y los grupos y organizaciones de la sociedad civil, (2) el apoyo al desarrollo de capacidades técnicas para los Estados, los titulares de derechos, las sociedades civiles y los mecanismos pertinentes de las Naciones Unidas y organismos, (3) cómo la agroecología y las prácticas agrícolas verdaderamente sostenibles pueden fomentar la justicia climática y ambiental, garantizar el derecho a la alimentación para todxs, mejorar el derecho a la salud y, en general, proteger los derechos humanos y (4) las cuestiones comerciales en la iniciativa urgente de construir un nuevo orden comercial global basado en la Soberanía Alimentaria para abordar las fallas del sistema comercial actual y promover la acción colectiva hacia un nuevo marco comercial que enfatice la solidaridad, el internacionalismo, los derechos humanos y la soberanía alimentaria. Por lo tanto, también es importante que el Grupo de Trabajo sobre Derechos Campesinos lleve a cabo un diálogo con las Naciones Unidas para el Comercio y el Desarrollo (UNCTAD) y la Organización para la Alimentación y la Agricultura para lograr este marco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Asimismo, La Vía Campesina acogió con agrado la buena noticia de que el <a href="https://viacampesina.org/es/la-via-campesina-respalda-la-iniciativa-del-gobierno-de-colombia-para-realizar-la-ciradr-24-por-una-reforma-agraria-integral-y-popular/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comité de Seguridad Alimentaria Mundial (CFS) aprobó la propuesta del gobierno colombiano de realizar la II Conferencia Internacional sobre Reforma Agraria y Desarrollo Rural (CARD+20) en 2026</a>. Llamó a implementar la Reforma Agraria (artículo 17 de UNDROP) con la distribución de tierras y que la CIRADR+20 contribuirá en gran medida a abordar muchos conflictos agrarios, criminalización, represión, desalojos y acaparamiento de tierras para la producción exportadora de alimentos, la alimentación&nbsp; y para el clima, cambios en los mercados de carbono, biocombustibles, etc.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>La entrada <a href="https://defendingpeasantsrights.org/la-via-campesina-participo-y-dio-aportes-en-la-primera-reunion-presencial-del-grupo-de-trabajo-sobre-derechos-campesinos-de-la-onu-en-ginebra/">Trabajo de incidencia durante la primera sesión presencial del Grupo de Trabajo sobre Derechos Campesinos de la ONU en Ginebra</a> se publicó primero en <a href="https://defendingpeasantsrights.org">Defending Peasants&#039; Rights</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Comentários à Declaração das Nações Unidas sobre os Direitosdas Camponesas e dos Camponeses</title>
		<link>https://defendingpeasantsrights.org/comentarios-a-declaracao-das-nacoes-unidas-sobre-os-direitosdas-camponesas-e-dos-camponeses/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Varios autores]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Feb 2024 15:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sin categoría]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://defendingpeasantsrights.org/?p=12871</guid>

					<description><![CDATA[<p>A obra Comentários à Declaração das Nações Unidas sobre os Direitos das Camponesas e dos Camponeses tem como objetivo explicar os vinte e sete artigos a partir de autoras e autores de todo o Brasil que acreditam que o direito à terra é conquista da luta territorial camponesa. A viabilidade da obra se dá por...</p>
<p>La entrada <a href="https://defendingpeasantsrights.org/comentarios-a-declaracao-das-nacoes-unidas-sobre-os-direitosdas-camponesas-e-dos-camponeses/">Comentários à Declaração das Nações Unidas sobre os Direitosdas Camponesas e dos Camponeses</a> se publicó primero en <a href="https://defendingpeasantsrights.org">Defending Peasants&#039; Rights</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>A obra Comentários à Declaração das Nações Unidas sobre os Direitos das Camponesas e dos Camponeses tem como objetivo explicar os vinte e sete artigos a partir de autoras e autores de todo o Brasil que acreditam que o direito à terra é conquista da luta territorial camponesa. A viabilidade da obra se dá por meio do Programa de Apoio à Pesquisa da Universidade Federal da Grande Dourados (UFGD) que a financiou integralmente. A Universidade Pública no Brasil, apesar de todos os ataques, segue sendo espaço de resistência e de construção da ciência comprometida com a Justiça Social e a Democracia. A arte da capa compõe a Brigada Cândido Portinari de Artes Visuais do Coletivo Nacional de Cultura do MST, de autoria de Tarcísio Leopoldo e Vanessa Dias Diniz, que reflete a luta camponesa pela democratização da vida, da terra e da natureza.</em></p>



<div data-wp-interactive="core/file" class="wp-block-file"><object data-wp-bind--hidden="!state.hasPdfPreview" hidden class="wp-block-file__embed" data="https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2025/02/Comentarios-a-Declaracao-das-Nacoes-Unidas-sobre-os-Direitos-das-Camponesas-e-dos-Camponeses-.pdf" type="application/pdf" style="width:100%;height:600px" aria-label="Incrustado de Comentários à Declaração das Nações Unidas sobre os Direitos das Camponesas e dos Camponeses."></object><a id="wp-block-file--media-091b026c-d055-4a12-8e1e-be563bc81f3f" href="https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2025/02/Comentarios-a-Declaracao-das-Nacoes-Unidas-sobre-os-Direitos-das-Camponesas-e-dos-Camponeses-.pdf">Comentários à Declaração das Nações Unidas sobre os Direitos das Camponesas e dos Camponeses</a><a href="https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2025/02/Comentarios-a-Declaracao-das-Nacoes-Unidas-sobre-os-Direitos-das-Camponesas-e-dos-Camponeses-.pdf" class="wp-block-file__button wp-element-button" download aria-describedby="wp-block-file--media-091b026c-d055-4a12-8e1e-be563bc81f3f">Download</a></div>
<p>La entrada <a href="https://defendingpeasantsrights.org/comentarios-a-declaracao-das-nacoes-unidas-sobre-os-direitosdas-camponesas-e-dos-camponeses/">Comentários à Declaração das Nações Unidas sobre os Direitosdas Camponesas e dos Camponeses</a> se publicó primero en <a href="https://defendingpeasantsrights.org">Defending Peasants&#039; Rights</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>No Equador, a Assembleia Legislativa ratificou a Declaração das Nações Unidas sobre os Direitos dos Camponeses</title>
		<link>https://defendingpeasantsrights.org/no-equador-a-assembleia-legislativa-ratificou-a-declaracao-das-nacoes-unidas-sobre-os-direitos-dos-camponeses/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diego Monton]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Feb 2024 15:29:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sin categoría]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://defendingpeasantsrights.org/?p=12868</guid>

					<description><![CDATA[<p>No Equador, a Assembleia Legislativa ratificou a Declaração das Nações Unidas sobre os Direitos dos Camponeses no dia 18 de abril de 2023. Este importante avanço é o resultado de uma luta e um diálogo liderados pelas organizações camponesas. Embora a Declaração das Nações Unidas sobre os Direitos dos Camponeses, Camponesas e Outras Pessoas que...</p>
<p>La entrada <a href="https://defendingpeasantsrights.org/no-equador-a-assembleia-legislativa-ratificou-a-declaracao-das-nacoes-unidas-sobre-os-direitos-dos-camponeses/">No Equador, a Assembleia Legislativa ratificou a Declaração das Nações Unidas sobre os Direitos dos Camponeses</a> se publicó primero en <a href="https://defendingpeasantsrights.org">Defending Peasants&#039; Rights</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>No Equador, a Assembleia Legislativa ratificou a Declaração das Nações Unidas sobre os Direitos dos Camponeses no dia 18 de abril de 2023. Este importante avanço é o resultado de uma luta e um diálogo liderados pelas organizações camponesas.</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Embora a Declaração das Nações Unidas sobre os Direitos dos Camponeses, Camponesas e Outras Pessoas que Trabalham em Áreas Rurais (UNDROP) tenha sido aprovada pela Assembleia Geral das Nações Unidas no final de 2018, a eclosão da pandemia de COVID-19 afetou a dinâmica política institucional e também a capacidade de mobilização e incidência das organizações camponesas. Isso resultou, inicialmente, em um impacto limitado dessa valiosa ferramenta a nível nacional.</p>



<p class="wp-block-paragraph">No entanto, já podemos começar a ver movimentos e avanços na região latino-americana a esse respeito. Um exemplo disso é o que aconteceu no Equador no início deste ano. Inicialmente, a CNC Eloy Alfaro (organização nacional equatoriana membro da CLOC e da Via Campesina) retomou a mobilização em torno da UNDROP, articulando ações com outras organizações, por meio de atividades e um manifesto (ver abaixo*).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Em janeiro de 2023, a organização apresentou um pedido e uma proposta ao deputado da província de Manabí, Xavier Santos Sabando: “Nesse contexto, queremos entregar a ‘Declaração dos Direitos dos Camponeses, Camponesas e Outras Pessoas que Trabalham em Áreas Rurais’, para que, por seu intermédio, seja impulsionado o tratamento e a ratificação da referida declaração pela Assembleia Nacional do Equador”, dizia, entre outras coisas, a carta que lhe entregaram.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Este processo institucional ocorre com um governo de direita no poder. No entanto, as mobilizações indígenas e camponesas que aconteceram em junho de 2022 foram um elemento de pressão que contribuiu para que a Assembleia Nacional (principal parlamento legislativo do Equador) tratasse do tema e aprovasse uma resolução favorável aos Direitos Camponeses. Organizações indígenas e camponesas organizaram uma greve de 18 dias para exigir medidas contra a inflação e se opor à política do governo do presidente Guillermo Lasso. Durante esses protestos, as manifestações foram violentamente reprimidas, e o estado de exceção foi declarado em grande parte do país. Após 18 dias, o estado de emergência foi suspenso, e um acordo foi alcançado, concedendo ao movimento suas principais reivindicações.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Resolução data de 18 de abril de 2023 e foi aprovada por 117 votos favoráveis, de um total de 137 deputados. Trata-se da Resolução “RL-2021-2023-156”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A resolução contém uma longa explicação com considerandos e justificativas e, em seus principais artigos, estabelece:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Artigo 1.</strong> Ratificar a importância e transversalidade da “Declaração das Nações Unidas sobre os Direitos dos Camponeses, Camponesas e Outras Pessoas que Trabalham em Áreas Rurais” para os povos camponeses do Equador e do mundo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Artigo 2.</strong> Zelar pelo cumprimento, por meio de seus órgãos e unidades técnicas de assessoria, das comissões especializadas permanentes e temporárias, para impulsionar, em estrito cumprimento dos prazos e processos estabelecidos na Constituição da República do Equador e na Lei Orgânica da Função Legislativa, iniciativas que promovam o exercício dos direitos dos camponeses do país estabelecidos na Declaração, especialmente no que diz respeito ao acesso a crédito ágil, oportuno, com taxas de juros, prazos e períodos de carência preferenciais; educação, saúde e segurança social.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Artigo 3.</strong> Declarar que a referida Declaração das Nações Unidas constituirá um insumo prioritário para a criação, reformas e propostas de leis geradas na Assembleia Nacional do Equador.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Artigo 4.</strong> Instar todas as Funções do Estado ao cumprimento da Declaração, transversalizando os Direitos dos Camponeses, Camponesas e Outras Pessoas que Trabalham em Áreas Rurais em todas as políticas e programas públicos vigentes e futuros gerados pelo Estado equatoriano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esta ratificação é um passo importante em um Equador mobilizado e com fortes demandas do setor indígena e camponês ao governo em relação a políticas agrícolas populares.</p>



<p class="wp-block-paragraph">As organizações estão agora trabalhando para garantir que a Corte Constitucional também se manifeste, ratificando os direitos consagrados na Declaração dos Direitos dos Camponeses da ONU.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Além disso, está em desenvolvimento uma instância de formação e difusão da declaração entre organizações e líderes camponeses.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Como destacamos, a Declaração dos Direitos dos Camponeses é um instrumento que surgiu das lutas camponesas e chegou ao âmbito das Nações Unidas, demandando o reconhecimento de direitos e a urgência de políticas públicas para torná-los efetivos. Agora, esse instrumento retorna às lutas como uma ferramenta para as comunidades camponesas do mundo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Por Diego Montón, MNC Somos Tierra Argentina, Coletivo de Direitos Camponeses da Via Campesina</p>



<p class="wp-block-paragraph">*Veja o manifesto diretamente no artigo original em Espanhol: <a href="https://defendingpeasantsrights.org/en-ecuador-la-asamblea-legislativa-ratifico-la-declaracion-de-derechos-campesinos-de-onu/">https://defendingpeasantsrights.org/en-ecuador-la-asamblea-legislativa-ratifico-la-declaracion-de-derechos-campesinos-de-onu/</a></p>
<p>La entrada <a href="https://defendingpeasantsrights.org/no-equador-a-assembleia-legislativa-ratificou-a-declaracao-das-nacoes-unidas-sobre-os-direitos-dos-camponeses/">No Equador, a Assembleia Legislativa ratificou a Declaração das Nações Unidas sobre os Direitos dos Camponeses</a> se publicó primero en <a href="https://defendingpeasantsrights.org">Defending Peasants&#039; Rights</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Entrevista com Jessie MacInnis, pequena agricultora no Canadá e ativista pelos direitos camponeses</title>
		<link>https://defendingpeasantsrights.org/entrevista-com-jessie-macinnis-pequena-agricultora-no-canada-e-ativista-pelos-direitos-camponeses/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Defending Peasants&#039; Rights]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Feb 2024 15:26:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sin categoría]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://defendingpeasantsrights.org/?p=12865</guid>

					<description><![CDATA[<p>Jessie MacInnis é uma pequena agricultora do Canadá. Ela cultiva em Nova Scotia (também conhecida como Mi’kma’ki, a terra não cedida do povo Mi’kmaq) com sua irmã, onde produzem vegetais e flores. Ela é a presidente da Juventude da National Farmers Union [Sindicato Nacional dos/as Agricultures/as], uma organização membro da La Via Campesina. Jessie é...</p>
<p>La entrada <a href="https://defendingpeasantsrights.org/entrevista-com-jessie-macinnis-pequena-agricultora-no-canada-e-ativista-pelos-direitos-camponeses/">Entrevista com Jessie MacInnis, pequena agricultora no Canadá e ativista pelos direitos camponeses</a> se publicó primero en <a href="https://defendingpeasantsrights.org">Defending Peasants&#039; Rights</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>Jessie MacInnis é uma pequena agricultora do Canadá. Ela cultiva em Nova Scotia (também conhecida como Mi’kma’ki, a terra não cedida do povo Mi’kmaq) com sua irmã, onde produzem vegetais e flores. Ela é a presidente da Juventude da National Farmers Union [Sindicato Nacional dos/as Agricultures/as], uma organização membro da La Via Campesina. Jessie é integrante do Coletivo de Direitos dos Camponeses da La Via Campesina e realizou sua pesquisa de mestrado sobre a Declaração das Nações Unidas sobre os Direitos dos Camponeses, Camponesas e Outras Pessoas que Trabalham em Áreas Rurais (UNDROP), que resultou no artigo The Potential of UN Declaration on the Rights of Peasants and Other People Working in Rural Areas: Moving towards rights-based agriculture policy in Canada (2021) [O potencial da Declaração das Nações Unidas sobre os Direitos dos Camponeses, Camponesas e de Outras Pessoas que Trabalham em Áreas Rurais: Rumo a uma política agrícola baseada em direitos no Canadá (2021)]. Atualmente, ela está fazendo um doutorado em Geografia, com foco em Soberania Alimentar e Juventude.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Quando a UNDROP foi adotada na Assembleia Geral das Nações Unidas em dezembro de 2018, o Canadá se absteve. Apesar disso, o Canadá é um dos primeiros lugares onde a UNDROP foi explicitamente citada por um tribunal provincial em um caso relacionado aos direitos dos trabalhadores migrantes. Jessie MacInnis nos explica as dinâmicas em jogo no Canadá sobre os Direitos dos/as Camponeses/as e a importância da jurisprudência.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Primeiro, para nos dar um contexto, você poderia descrever o cenário geral da agricultura no Canadá?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">As políticas agrícolas têm cada vez mais amarrado a agricultura a um sistema corporativo no Canadá. Exemplos recentes incluem a redução da supervisão governamental sobre sementes e plantas editadas geneticamente. O governo canadense depositou sua confiança nas corporações do agronegócio e da biotecnologia, em vez de na ciência e no interesse público. É muito assustador para os agricultores, especialmente para os agricultores orgânicos, como eu, que podem sofrer implicações financeiras, de saúde e ecológicas devido ao crescente controle corporativo sobre as sementes e ao desmantelamento da pesquisa e desenvolvimento de sementes financiados publicamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A COVID-19 mostrou as rachaduras e as desigualdades profundamente enraizadas que mantêm a terra inacessível, as comunidades rurais desprovidas de recursos e os agricultores endividados e dependentes das empresas que vendem insumos e químicos. Também mostrou a dependência de um suprimento constante de trabalhadores migrantes que sofrem abusos de direitos humanos. No entanto, tem sido um período de enormes aumentos de lucros para as corporações do setor. Além disso, temos a crise climática e a crise de renda, com rendimentos estagnados há anos e muitos agricultores dependendo de trabalhos fora da fazenda para sobreviver. As políticas agrícolas estão começando a acordar para as realidades da crise climática, com mais financiamento disponível para adaptação climática nas fazendas, mas a crise de renda ainda é prevalente para as pequenas fazendas familiares, que são a espinha dorsal do sistema alimentar.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Finalmente, se falamos sobre agricultura no Canadá, precisamos reconhecer que ela é construída sobre a colonização e a terra roubada. A National Farmers Union (NFU) está engajada em conversas entre agricultores e povos indígenas, conversas sobre equidade na terra, devolução de terras e soberania alimentar, mas isso é apenas o começo. Nossa agricultura é construída sobre violência colonial que ainda não foi reconciliada. Os agricultores têm um papel crítico a desempenhar tanto em reconhecer nossa relação com a terra quanto em encontrar caminhos para viver em relações corretas com os povos indígenas.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nesse cenário agrícola, temos uma pluralidade de perspectivas sobre como as políticas agrícolas devem ser desenvolvidas e quais objetivos buscam alcançar. Algumas das maiores organizações agrícolas definitivamente tiveram mais influência sobre os formuladores de políticas no passado, mas a NFU e outros ativistas da soberania alimentar estão ganhando terreno, especialmente nos níveis local e regional.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Em 2020, o Superior Tribunal de Justiça de Ontário emitiu uma decisão baseada na UNDROP em defesa de um grupo de trabalhadores migrantes durante a pandemia de COVID-19. Você pode nos contar mais sobre essa decisão?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Esse caso mostra o potencial legal da UNDROP. Acredito que a ação legal é um caminho para os países que não aprovaram a Declaração nas Nações Unidas incorporarem seus artigos e estabelecerem precedentes legais.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Em 2020, no auge da pandemia de COVID-19, a Canadian Lawyers for International Human Rights [Advogados canadenses para direitos humanos internacionais] usou o Artigo 23 da UNDROP em um tribunal provincial em defesa de um grupo de trabalhadores migrantes que enfrentavam condições de vida perigosas e superlotadas.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Para contextualizar, as fazendas canadenses empregam quase meio milhão de trabalhadores agrícolas por meio de um programa federal. Esse programa tem sido alvo de acusações de violações de direitos humanos ao longo dos anos: más condições de vida, salários baixos e nenhum caminho para a residência permanente. Ao mesmo tempo, o Canadá depende do trabalho deles para garantir o suprimento de alimentos.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Em março de 2020, logo após o estado de emergência ser declarado, o governo federal determinou um período de isolamento de 14 dias para todos os trabalhadores estrangeiros temporários que entrassem no Canadá, ao mesmo tempo em que garantia que os trabalhadores em isolamento em grupo teriam pelo menos 2 metros de espaço por pessoa e limitava o número de trabalhadores vivendo juntos em um alojamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando essa política foi determinada, uma grande fazenda industrial em Ontário (centro do Canadá) que emprega trabalhadores migrantes apresentou dois planos de isolamento inadequados antes de solicitar uma audiência sobre a ordem de saúde pública que limitava o número de trabalhadores agrícolas em um alojamento. Na audiência, a fazenda argumentou que o requisito de três trabalhadores agrícolas por alojamento era arbitrário e não reconhecia a importância dos trabalhadores migrantes para o suprimento de alimentos do Canadá. Eles argumentaram que não conseguiram trazer tantos migrantes quanto normalmente fariam, e isso prejudicou sua produção de alimentos.</p>



<p class="wp-block-paragraph">O Superior Tribunal de Justiça de Ontário respondeu dizendo que: <em>“reduzir as desigualdades de saúde, conforme exigido pelas diretrizes, requer que o número de trabalhadores que podem se isolar juntos seja tal que o risco à sua saúde seja comparável ao do resto da população quando estão em quarentena. Permitir que um número maior de pessoas se isolem juntas expõe os trabalhadores migrantes a um nível de risco não tolerado para outros na comunidade, aumentando assim a vulnerabilidade de um grupo já vulnerável.”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ao chegar a essa decisão, o Tribunal citou a UNDROP pela primeira vez no Canadá. A forma como a citaram é importante: “…além disso, a UNDROP faz parte do conjunto de leis e normas de direitos humanos às quais os adjudicadores canadenses podem recorrer ao interpretar obrigações legais ou de direito comum e ao revisar decisões administrativas.” Eles citaram o artigo 23.1, que afirma: “Os camponeses e outras pessoas que trabalham em áreas rurais têm o direito de desfrutar do mais alto padrão possível de saúde física e mental.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Portanto, o contexto e o resultado do caso demonstram a aplicabilidade da Declaração no contexto canadense. Promover esse caso é algo que precisamos continuar fazendo. É estratégico expandir a rede de advogados de direitos humanos que conhecem a UNDROP e dar a eles esse exemplo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Agora que você tem essa jurisprudência, quais são os próximos passos?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Acho que a primeira consideração é escolher o nível certo para trabalhar. Na minha visão, é preciso fazer análises críticas e conexões no nível local primeiro, e há muito valor em construir capacidades localmente e depois escalar para outros níveis. Embora a UNDROP seja uma ferramenta que podemos usar em qualquer escala, às vezes pode ser mais aplicável no nível local. No Canadá, muitas políticas agrícolas são feitas no nível provincial (com exceção de políticas de comércio e sementes, por exemplo). Nesse nível, há geralmente um melhor entendimento entre os agricultores sobre quais são suas necessidades coletivas e também uma maior capacidade de defender mudanças políticas tangíveis. Acredito que há potencial em aplicar direitos muito específicos a situações muito específicas, em vez de tentar implementar a UNDROP em nível nacional. Podemos fazer a conexão aqui em casa sobre como aplicá-la ao nosso contexto. O elo que falta é a educação política: precisamos de ferramentas de educação popular envolventes e relevantes para demonstrar a conectividade entre essa Declaração da ONU um tanto esotérica e as realidades dos agricultores no Canadá rural. Acho que a NFU está fazendo um bom trabalho ao conectar nosso trabalho atual de políticas agrícolas à UNDROP, o que é um primeiro passo crítico para simplesmente conscientizar as pessoas sobre sua existência.</p>



<p class="wp-block-paragraph">No nível nacional, essa jurisprudência sobre os direitos dos trabalhadores migrantes pode ter muito peso em termos de precedente, mas enfrentamos obstáculos no nível local em termos de expandir o entendimento básico da UNDROP além dos membros da NFU e dos advogados de direitos humanos. No Canadá, eu diria que o conhecimento sobre direitos humanos – especialmente relacionados à agricultura – é baixo. Quanto mais educarmos o público sobre a necessidade de mudar as políticas agrícolas em direção a uma abordagem baseada em direitos, mais provável será que a UNDROP seja utilizada em contextos legais e políticos.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>O que você diria que são os outros direitos em que devemos nos concentrar para a implementação da UNDROP no Canadá?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">A questão da terra requer uma consideração séria no Canadá. A UNDROP oferece um texto sobre o direito à terra que é uma ruptura radical em relação à forma como a posse e as políticas de terra são estabelecidas aqui. No entanto, não podemos ultrapassar ou contradizer o trabalho feito pelos defensores da Declaração das Nações Unidas sobre os Direitos dos Povos Indígenas (UNDRIP). Seria necessário uma coordenação séria para garantir que os direitos à terra da UNDRIP e da UNDROP sejam implementados de forma complementar.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Estamos ouvindo muito dos jovens na NFU sobre a terra. Quando eles falam sobre suas necessidades em termos de apoio técnico para defesa, o acesso à terra agrícola e ao capital são as questões mais fundamentais que identificam como barreiras para entrar na agricultura. Além disso, há a crise de sucessão: temos uma população de agricultores que está envelhecendo rapidamente, a idade média é de 55 anos agora. Um problema, entre muitos, é que não houve nenhum tipo de apoio à aposentadoria para os agricultores no passado, então, ao se aposentar, muitos agricultores vendem suas terras para o maior lance para ter uma aposentadoria digna. Isso criou grandes obstáculos para os jovens que não têm muito capital, especialmente aqueles que não são de famílias agrícolas. Também precisamos considerar quem vai assumir as fazendas de grãos e commodities quando esses agricultores se aposentarem. Jovens agricultores da primeira geração estão começando novas fazendas, mas a maioria é de pequena escala devido aos requisitos de capital das operações maiores. Tenho medo da consolidação corporativa que continuará a se desdobrar se esta e a próxima geração não puderem arcar com os custos de operar fazendas maiores.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Então, considerando as múltiplas crises, precisamos falar sobre soluções tangíveis e alternativas de posse da terra que levem em consideração as necessidades das comunidades indígenas e dos agricultores de todas as idades ao nosso redor. Estamos pensando em formas criativas de acessar a terra, seja em modelos de cooperativas ou fundos de terras, mas também precisamos defender apoios governamentais que reforcem nossos esforços. Há muitas perguntas e poucas respostas sobre a sucessão de terras, e isso é algo que, como presidente da Juventude da NFU, quero trabalhar. Usar a UNDROP como uma estrutura aspiracional para os direitos à terra neste país pode ser um conceito unificador se pudermos expandir o entendimento de sua relevância para o contexto canadense.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Outra área particularmente relevante para o contexto canadense são as sementes. A NFU tem uma longa história de trabalho em direção à soberania das sementes. Usar o artigo 19 é muito oportuno, pois a soberania das sementes está sob mais ameaça agora do que nunca. O governo federal essencialmente deu carta branca às empresas de biotecnologia no sistema alimentar. Desta vez, eles fizeram isso removendo verificações de segurança sobre a ciência corporativa e negando transparência ao público. O Ministro da Agricultura anunciou que o Canadá isentará plantas editadas geneticamente de regulamentação e notificação pública obrigatória, a menos que contenham DNA estrangeiro ou sejam tolerantes a herbicidas. Para todas as outras mudanças em uma planta editada geneticamente, as empresas decidirão se seu produto deve ser avaliado por um órgão federal. Portanto, as empresas de biotecnologia terão a palavra final sobre se seus produtos podem causar danos ambientais, e o público não saberá sobre a qualidade das avaliações que escolherem fazer ou se farão alguma. É assustador.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Costumávamos ter um sistema público robusto de melhoramento de sementes, mas ele foi desmantelado nas últimas duas décadas. Vimos as sementes cada vez mais sob controle corporativo, mas sabemos que um bom sistema público é possível. É isso que a NFU está defendendo. Quanto mais profundamente a agenda corporativa das sementes se enraizar em nossas políticas agrícolas, mais desafiador será sair dessa confusão. Agora até temos um conglomerado de quatro corporações de sementes que mudaram seu nome para Seeds Canada, o que soa como um órgão governamental. Essas mudanças estão acontecendo rapidamente, é assustador. O público deveria estar em pé de guerra sobre a consolidação corporativa das sementes, e usar a UNDROP como base é um bom lugar para começar a pressionar por mudanças.</p>



<p class="wp-block-paragraph">As sementes são um dos recursos mais preciosos e profundamente culturais que temos. O artigo 19 reforça a Convenção sobre Diversidade Biológica e o Tratado Internacional sobre Recursos Fitogenéticos para a Alimentação e a Agricultura. O Canadá assinou ambos. Também assinou e ratificou a UNDRIP, que faz referência direta ao direito indígena às sementes. Há um forte argumento de que o que está acontecendo agora vai contra o que o Canadá já assinou, e o fato de o Canadá não ter assinado a UNDROP não deve removê-la da lista de razões pelas quais devemos questionar o que o governo está permitindo que gigantes corporativos façam.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quais você acha que são os principais desafios para implementar a UNDROP?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Um dos maiores obstáculos é a linguagem usada na UNDROP. É desafiador chamar a atenção dos formuladores de políticas devido ao entendimento da palavra “camponês” e do campesinato como um grupo social, que não é bem compreendido no Canadá e no idioma inglês de forma mais ampla, porque muitas vezes é usado de forma pejorativa. Há fortes argumentos para o uso político do termo “camponês”, mas quando se trata de formulação de políticas e trabalho de incidência, ainda há muitas desconexões. Aqui, as políticas agrícolas são voltadas para a agricultura industrial corporativa, e a linguagem de “camponês” pode denotar uma identidade política ou social contrária ao que a agricultura canadense tenta ser percebida em casa ou no exterior. “Camponês” vai de encontro a “empreendedor” e dá a impressão de atraso para quem não está familiarizado com o termo em um sentido político. Da mesma forma, acho que uma das razões pelas quais o governo se absteve durante a adoção da UNDROP na ONU é que eles não conseguem se ver nesse termo ou como ele poderia ser aplicado neste contexto. No final das contas, ainda há muito trabalho a ser feito para que todos estejam na mesma página em termos da aplicabilidade desse tipo de linguagem no contexto canadense.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Então, como preencher essa lacuna para os agricultores que são camponeses em um sentido global?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Alguém que eu admiro muito e considero uma mentora, Nettie Wiebe, ex-presidente da NFU e membro do ICC da LVC, esteve presente no início da LVC. Ela foi citada dizendo que, quando pensa na palavra “camponês”, para ela isso significa “pessoas da terra”. Isso ressoa comigo: eu me considero uma “pessoa da terra” porque trabalho com a terra, a nutro, tento viver em harmonia com ela e não extrair dela. Ela acredita que é muito importante resgatar essa linguagem, dizer que somos camponeses porque é nossa relação com a terra e a comida que nos distingue como um grupo social, que não somos parte da máquina capitalista. Podemos funcionar dentro de um sistema capitalista, mas não estamos necessariamente buscando fins capitalistas, se isso faz sentido.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Como você mencionou anteriormente, o Canadá finalmente adotou a UNDRIP, após se abster na Assembleia Geral das Nações Unidas. Como isso pode influenciar e ajudar a implementação da UNDROP?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">O que precisamos desesperadamente nos espaços de soberania alimentar e agroecologia em todo o país é construir coalizões e redes de solidariedade. Precisamos sair e conversar com agricultores que podem não ter as mesmas políticas ou valores fundamentais, ou falar a mesma linguagem, mas que, no fundo, têm as mesmas necessidades e direitos. Precisamos construir pontes entre agricultores e pessoas que foram despossuídas de suas terras, como povos indígenas e outras minorias étnicas. Precisamos alcançar e encontrar maneiras de garantir que nosso movimento esteja crescendo. É apenas com esse tipo de crescimento e construção de nossa rede que teremos a capacidade de fazer o tipo de organização que foi realizada na ratificação da UNDRIP no Canadá.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sei que temos uma base forte, mas também precisamos estender e expandir, e isso tem que vir com um toque humano. Temos que ir até nossas comunidades e ter discussões abertas com outros agricultores e pessoas da terra que talvez não se sintam conectadas a uma comunidade agrícola ou a uma comunidade mais progressista como a NFU, mas que talvez a aceitassem se tivessem a oportunidade e alguém as procurasse. Falar sobre as necessidades básicas das pessoas e o desejo de fazer parte de uma comunidade que está avançando em conjunto pode ser maior do que qualquer opinião política específica. A maioria dos agricultores faz parte da organização agrícola dominante, não da NFU, e cabe a nós sermos criativos e alcançá-los onde estão, não onde gostaríamos que estivessem, politicamente. Ao construir essa comunidade estendida e expandida, podemos usar a UNDROP como nosso bloco de construção, mas é no nível da base que isso deve acontecer.</p>
<p>La entrada <a href="https://defendingpeasantsrights.org/entrevista-com-jessie-macinnis-pequena-agricultora-no-canada-e-ativista-pelos-direitos-camponeses/">Entrevista com Jessie MacInnis, pequena agricultora no Canadá e ativista pelos direitos camponeses</a> se publicó primero en <a href="https://defendingpeasantsrights.org">Defending Peasants&#039; Rights</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>A UNDROP do local ao global! – Entrevista com Serge Peereboom do MAP Bélgica</title>
		<link>https://defendingpeasantsrights.org/a-undrop-do-local-ao-global-entrevista-com-serge-peereboom-do-map-belgica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Defending Peasants&#039; Rights]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Feb 2024 15:24:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sin categoría]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://defendingpeasantsrights.org/?p=12857</guid>

					<description><![CDATA[<p>Serge Peereboom se descreve como um «filho da cidade, que partiu para o campo ao se tornar agricultor horticultor. Um camponês resistente em um mundo que vai rápido demais e esquece os verdadeiros valores da vida». Ele é mandaterre do Movimento de Ação Camponesa (MAP) na Bélgica e participou ativamente da redação, dentro do MAP,...</p>
<p>La entrada <a href="https://defendingpeasantsrights.org/a-undrop-do-local-ao-global-entrevista-com-serge-peereboom-do-map-belgica/">A UNDROP do local ao global! – Entrevista com Serge Peereboom do MAP Bélgica</a> se publicó primero en <a href="https://defendingpeasantsrights.org">Defending Peasants&#039; Rights</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>Serge Peereboom se descreve como um «filho da cidade, que partiu para o campo ao se tornar agricultor horticultor. Um camponês resistente em um mundo que vai rápido demais e esquece os verdadeiros valores da vida». Ele é mandaterre do Movimento de Ação Camponesa (MAP) na Bélgica e participou ativamente da redação, dentro do MAP, da Carta das Comunas Camponesas sobre a UNDROP. Nesta entrevista, ele expõe as ações do MAP, os desafios enfrentados pelos camponeses na Bélgica e a estratégia em torno da Carta. Você também pode encontrar nosso artigo dedicado à Carta </em><a href="https://defendingpeasantsrights.org/la-carta-de-las-municipios-campesinos-del-map-belgica-un-ejemplo-del-uso-de-la-undrop-a-nivel-local/"><em>aqui</em></a><em>.</em></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="969" height="645" src="https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2025/02/image.png" alt="" class="wp-image-12861" style="width:377px;height:auto" srcset="https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2025/02/image.png 969w, https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2025/02/image-300x200.png 300w, https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2025/02/image-768x511.png 768w" sizes="auto, (max-width: 969px) 100vw, 969px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><strong>Você pode apresentar sua organização, o MAP, suas principais frentes de luta, assim como os desafios que os camponeses enfrentam na Bélgica?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">O <a href="https://www.lemap.be/">Movimento de Ação Camponesa (MAP)</a> é uma associação belga de camponeses e cidadãos. Criamos a «Escola Camponesa Independente», baseada em uma rede de fazendas-escola para transmitir conhecimentos e saberes camponeses. Com o MAP, defendemos uma agricultura camponesa sustentável e a soberania alimentar, fundamentada na autonomia e na resiliência. Falamos aqui de autonomia técnica, mas também de autonomia decisória, de funcionamento e de grupo, ou seja, a possibilidade de se organizar dentro de uma rede camponesa com seu próprio modo de funcionamento e uma interdependência. E queremos uma agricultura resiliente para enfrentar as muitas crises atuais, sejam elas sociais, energéticas, climáticas, econômicas ou sociais.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Desde 2015, temos cinco prioridades: defender os direitos dos camponeses por meio de mudanças nas leis, produzir e difundir um discurso camponês forte, organizar os camponeses, formar os (futuros) camponeses para que sejam agentes de mudança e, finalmente, cultivar e reencantar o movimento camponês.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Também participamos ativamente do <a href="https://www.youtube.com/watch?v=IC6P6LIKd8Y">Sistema Participativo de Garantia (SPG)</a>. Diante dos rótulos orgânicos que não significam mais muita coisa e para aproximar consumidores e produtores, propomos o SPG. Trata-se de uma ferramenta de autocontrole, composta por uma fazenda receptiva, um camponês do mesmo setor, um grupo de consumidores e um embaixador. Baseado na confiança, em uma rede de atores envolvidos e na troca de conhecimentos, ele permite definir objetivos conjuntos para avançar em direção à agroecologia, co-construí-los e avaliar regularmente e em conjunto os progressos.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Com relação aos desafios, para nós, a questão central é a renda dos camponeses. Vários fatores dificultam a obtenção de uma renda justa: altos custos de produção em comparação com produtos importados produzidos a um custo muito baixo, menos terra arável disponível devido ao excesso de construção e usos não alimentícios – como agrovoltaicos, agrocombustíveis e cultivo de carbono (“carbon-farming”). No que diz respeito à terra, os preços por hectare também estão aumentando, principalmente devido à <a href="https://www.youtube.com/watch?v=5srsPM60AE0">apropriação de terras</a> por grandes grupos industriais ou investidores privados que estão se dedicando à agricultura industrial.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Vocês redigiram e publicaram uma “Carta das Comunas Camponesas”. Do que se trata e quais são seus objetivos?</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="872" height="626" src="https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2025/02/image-1.png" alt="" class="wp-image-12862" style="width:404px;height:auto" srcset="https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2025/02/image-1.png 872w, https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2025/02/image-1-300x215.png 300w, https://defendingpeasantsrights.org/wp-content/uploads/2025/02/image-1-768x551.png 768w" sizes="auto, (max-width: 872px) 100vw, 872px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">As Nações Unidas estabeleceram uma Declaração dos Direitos dos Camponeses, ou UNDROP. A Bélgica se comprometeu em uma comissão para aplicar essa declaração na Europa, mas percebemos que poucas pessoas, cidadãos ou políticos, conhecem essa Declaração. Portanto, nosso objetivo é tornar a Declaração dos Direitos dos Camponeses conhecida pelos vários níveis de governo, começando pelo mais acessível aos cidadãos: os municípios. E motivá-los a implementar a UNDROP.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Assim, redigimos uma <a href="https://defendingpeasantsrights.org/la-carta-de-las-municipios-campesinos-del-map-belgica-un-ejemplo-del-uso-de-la-undrop-a-nivel-local/">Carta das Comunas Camponesas</a>, retomando os direitos contidos na UNDROP, com propostas concretas de implementação no nível local. Estamos divulgando-a para todas as comunas e para os candidatos às eleições comunais deste outono, a fim de inspirá-los e motivá-los a se posicionar e se comprometer. Com essa carta, visamos promover a UNDROP, do global ao local!</p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>São os órgãos políticos locais, as comunas, e seus eleitos, que têm o poder, o dever e a responsabilidade de envolver todos os cidadãos na implementação de medidas concretas e locais.2</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Carta das Comunas Camponesas, MAP, p.7</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Para as eleições municipais de 2018, a MAP já havia optado por desafiar as autoridades políticas locais (as mais acessíveis aos cidadãos). Elaboramos uma <a href="https://chartecommunepaysanne.lemap.be/">carta</a> com base em nossas descobertas sobre a agricultura camponesa e fornecemos alavancas para ação em nível municipal. Repetimos a experiência, dessa vez destacando a Declaração dos direitos dos camponeses e usando-a como base para propor ações.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Como vocês vão divulgar a carta entre os eleitos?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Por meio de embaixadores e embaixadoras para divulgar a carta em suas comunas. Nada melhor do que o contato direto de cidadãos motivados para interpelar os poderes comunais. Um vídeo será lançado em breve.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sem esquecer o encontro na Petite Foire em torno da Carta. Todos os anos organizamos a <a href="https://lapetitefoire.lemap.be/">Petite Foire</a> [Pequena Feira] da agricultura camponesa, que é a vitrine da agroecologia camponesa, a alternativa à <a href="https://tchak.be/index.php/2022/07/01/foire-libramont-agriculture-evenement/">Grande Feira</a> Agrícola de Libramont, uma feira comercial, agroindustrial e ultra subsidiada que ocorre no mesmo fim de semana na mesma região. A Petite Foire é, portanto, o local ideal para apresentar a UNDROP ao maior número possível de visitantes. Muito poucas pessoas conhecem a Declaração.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Você pode nos dar alguns exemplos de direitos consagrados na UNDROP que vocês usaram em sua Carta, adaptando-os ao contexto e ao mandato comunal?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Na Carta, retomamos 10 artigos da UNDROP: artigo 2 (obrigações dos Estados), artigo 9 (liberdade de associação), artigo 10 (direito à participação), artigo 15 (direito à alimentação e à soberania alimentar), artigo 16 (direito a uma renda digna e aos meios de produção), artigo 17 (direito à terra), artigo 18 (direito ao meio ambiente), artigo 19 (direito às sementes), artigo 20 (direito à biodiversidade) e artigo 25 (direito à educação e à formação).</p>



<p class="wp-block-paragraph">O direito para o qual fazemos mais propostas é o direito à alimentação e à soberania alimentar. Partimos de propostas amplas, como informar os cidadãos sobre seu direito, para chegar a propostas mais concretas e específicas. Propomos, assim, que as comunas façam avaliações sobre sua autonomia alimentar e agrícola, sobre as necessidades dos habitantes e sobre os recursos disponíveis na comuna. A próxima etapa que destacamos é a construção coletiva, com os habitantes, de objetivos sobre a alimentação na comuna. Em seguida, isso pode levar à construção, por exemplo, de um sistema de ajuda alimentar saudável e local ou de uma restauração coletiva local e camponesa. Para cada etapa, detalhamos as modalidades e também damos exemplos de comunas que já implementaram essas propostas.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Também podemos falar do direito à terra, pois o acesso à terra é uma questão central hoje. Com pilares como favorecer a instalação de camponeses e proteger as terras agrícolas. Posso dar exemplos concretos de ações que uma comuna pode realizar, como disponibilizar terras comunais, permitir a instalação de habitações leves, proibir a urbanização e buscar habitações vagas.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Também escolhemos direitos políticos para destacar: a liberdade de associação e o direito à participação. Em ambos os casos, as comunas podem implementar várias ações.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Como vocês concebem a estratégia de promoção e implementação da UNDROP no nível nacional? Em outras palavras, como essa Carta – dirigida especificamente às autoridades locais/comunais – se articula com a estratégia de incidência no nível das autoridades nacionais na Bélgica?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Para fechar o ciclo: do local ao global! Esperamos que as autoridades comunais divulguem a Carta e a UNDROP nos níveis regional e nacional. Acompanhar tudo isso exigirá um trabalho significativo. O dia 17 de abril, Dia Internacional das Lutas Camponesas, será uma oportunidade para encontros sobre a UNDROP e também para fazer balanços das ações a partir da Carta. Mas o MAP precisaria de apoio para alcançar isso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Também trabalhamos com parceiros, como a organização Fian Bélgica, para divulgar com eles a UNDROP e a Carta em todas as comunas da Valônia e de Bruxelas.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Também achamos que seria bom dar a conhecer a UNDROP no setor jurídico e nas faculdades de direito e universidades, entre os futuros juristas, advogados, juízes&#8230; Resta saber como!</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Qual é, para você, o papel dos camponeses e dos cidadãos na divulgação da UNDROP?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Temos uma campanha do MAP chamada “<a href="https://www.catl.be/2019/11/07/rejoignez-le-mouvement-du-map-je-suis-paysanne/">Eu sou camponês/sa</a>”, que é essencial para conectar camponeses e cidadãos: todos nós somos camponeses! Por quê? Porque nossos avós eram camponeses, mas principalmente porque todos precisamos nos alimentar todos os dias! A questão da alimentação e, portanto, da agricultura, cristaliza hoje todos os grandes desafios que nossa sociedade enfrenta: a transmissão de saberes e conhecimentos, a saúde, a justiça social, a proteção da natureza, os desafios climáticos e energéticos&#8230;</p>



<p class="wp-block-paragraph">É urgente construir nossa soberania alimentar. Todos os cidadãos têm um papel importante a desempenhar para tornar nossos direitos conhecidos. É nosso dever!</p>
<p>La entrada <a href="https://defendingpeasantsrights.org/a-undrop-do-local-ao-global-entrevista-com-serge-peereboom-do-map-belgica/">A UNDROP do local ao global! – Entrevista com Serge Peereboom do MAP Bélgica</a> se publicó primero en <a href="https://defendingpeasantsrights.org">Defending Peasants&#039; Rights</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Corte Interamericana de Direitos Humanos: primeira jurisprudência sobre os vínculos entre as Declarações sobre os Direitos dos Camponeses e dos Povos Indígenas</title>
		<link>https://defendingpeasantsrights.org/corte-interamericana-de-direitos-humanos-primeira-jurisprudencia-sobre-os-vinculos-entre-as-declaracoes-sobre-os-direitos-dos-camponeses-e-dos-povos-indigenas/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diego Montón]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Feb 2024 15:21:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sin categoría]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://defendingpeasantsrights.org/?p=12854</guid>

					<description><![CDATA[<p>Caso comunidades indígenas membros da associação Lhaka Honhat (Nossa Terra) vs. Argentina Em fevereiro de 2020, a Corte Interamericana de Direitos Humanos (CIDH) emitiu uma sentença na qual reconheceu os direitos tanto dos povos indígenas quanto dos camponeses. A Corte ordenou a restituição do direito dos povos indígenas às suas terras e a devolução de...</p>
<p>La entrada <a href="https://defendingpeasantsrights.org/corte-interamericana-de-direitos-humanos-primeira-jurisprudencia-sobre-os-vinculos-entre-as-declaracoes-sobre-os-direitos-dos-camponeses-e-dos-povos-indigenas/">Corte Interamericana de Direitos Humanos: primeira jurisprudência sobre os vínculos entre as Declarações sobre os Direitos dos Camponeses e dos Povos Indígenas</a> se publicó primero en <a href="https://defendingpeasantsrights.org">Defending Peasants&#039; Rights</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Caso comunidades indígenas membros da associação Lhaka Honhat (Nossa Terra) vs. Argentina</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Em fevereiro de 2020, a Corte Interamericana de Direitos Humanos (CIDH) emitiu uma sentença na qual reconheceu os direitos tanto dos povos indígenas quanto dos camponeses. A Corte ordenou a restituição do direito dos povos indígenas às suas terras e a devolução de seu território, mas, ao mesmo tempo, baseou-se na Declaração sobre os Direitos dos Camponeses para proteger os direitos dos camponeses não indígenas que terão que ser deslocados. Dessa forma, a Corte alcançou um equilíbrio entre os direitos dessas duas comunidades, fornecendo o primeiro exemplo de uma conexão bem-sucedida entre as duas declarações de direitos da ONU.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Pela primeira vez em um caso contencioso, a Corte analisou os direitos a um meio ambiente saudável, à alimentação adequada, à água e à identidade cultural de forma autônoma, com base no artigo 26 da Convenção Americana de Direitos Humanos. A Corte ordenou medidas de reparação específicas para a restituição desses direitos, incluindo ações para garantir o acesso à água e à alimentação, a recuperação de recursos florestais e a revitalização da cultura indígena. O caso está relacionado à reivindicação de reconhecimento da propriedade de suas terras por parte das Comunidades Indígenas pertencentes aos povos Wichí (Mataco), Iyjwaja (Chorote), Komlek (Toba), Niwackle (Chulupí) e Tapy’y (Tapiete) na Província de Salta, Argentina (na fronteira com o Paraguai e a Bolívia). Essas terras também foram ocupadas por outros moradores, e uma ponte internacional foi construída sem consulta prévia por parte do Estado. A presença indígena na área foi documentada de forma constante desde pelo menos 1629.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Em sua sentença, a Corte determinou que o Estado violou o direito de propriedade comunitária ao não fornecer segurança jurídica e permitir a presença de moradores «criollos» (não indígenas) no território. Isso ocorreu apesar da reivindicação indígena pela propriedade durar mais de 28 anos. A Corte também concluiu que a Argentina não possui legislação adequada para garantir suficientemente o direito de propriedade comunitária.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Em referência à Declaração sobre os Direitos dos Camponeses, Camponesas e Outras Pessoas que Trabalham em Áreas Rurais (UNDROP), esta sentença é interessante porque o conflito inclui famílias camponesas que, ao longo de décadas, foram se estabelecendo nos territórios indígenas com o incentivo de funcionários públicos, buscando interferir no território das comunidades indígenas por meio da reivindicação de terras.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Apesar disso, as famílias camponesas (denominadas «criollas» na sentença) também são vulneráveis e sofrem violações de seus direitos. Nesse contexto, a sentença caracteriza essas famílias de acordo com a definição expressa na UNDROP e, citando-a, estabelece diretrizes para construir um diálogo e uma política que avancem em direção à realocação dessas famílias, seus cultivos e animais. O objetivo é que o Estado possa cumprir sua obrigação de reconhecer e efetivar a propriedade comunitária das famílias indígenas, garantindo, ao mesmo tempo, os direitos estabelecidos na UNDROP.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Corte ordenou ao Estado, em um prazo não superior a seis meses, a titulação, delimitação e demarcação de 400.000 hectares reivindicados dentro dos lotes 14 e 55 em um único título coletivo em nome de todas as comunidades indígenas que habitam nesses lotes. Além disso, determinou a remoção de todas as cercas e a adoção de medidas necessárias para prevenir a construção de novas cercas, incluindo a elaboração e implementação de um plano em consulta com as comunidades.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sobre a realocação das famílias camponesas, a sentença afirma no parágrafo 136:</p>



<p class="wp-block-paragraph">“As observações do Estado sobre os moradores criollos que habitam nos lotes 14 e 55 estão de acordo com as considerações feitas no âmbito das Nações Unidas em relação aos camponeses, por meio da Declaração das Nações Unidas sobre os Direitos dos Camponeses e de Outras Pessoas que Trabalham em Áreas Rurais (doravante &#8216;Declaração sobre os camponeses&#8217;).”</p>



<p class="wp-block-paragraph">No parágrafo 138, a sentença destaca que “em geral, os camponeses sofrem de forma desproporcional com a pobreza, a fome e a desnutrição”; eles têm ou costumam ter, por “vários fatores”, “dificuldades para se fazerem ouvir e defender seus direitos humanos”, inclusive para “acessar tribunais, agentes de polícia, promotores e advogados”. Em particular, a Declaração sobre os Camponeses ressalta que o “acesso” à terra e aos recursos naturais “está se tornando cada vez mais difícil” para os “habitantes de áreas rurais”, e que há diversos “fatores que dificultam” que essas pessoas possam “defender seus direitos de posse e garantir o uso sustentável dos recursos naturais dos quais dependem”. A Declaração sobre os camponeses afirma que as “normas e princípios internacionais de direitos humanos” devem ser “interpretados e aplicados de forma coerente” com a “necessidade de proteger melhor os direitos dos camponeses”. A Corte esclarece que não está avaliando a responsabilidade do Estado com base na Declaração sobre os Camponeses, mas faz referência a ela como uma fonte complementar que, em linha com as observações da Argentina sobre a vulnerabilidade da população criolla, demonstra a relevância de considerar a situação particular dessa população para salvaguardar seus direitos.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Além disso, no parágrafo 138, a Corte esclarece: “No entanto, como já foi dito, não há dúvida sobre a propriedade das comunidades indígenas sobre 400.000 hectares dos lotes 14 e 55. O Estado, para garantir esse direito, deve realizar a demarcação da propriedade indígena, bem como adotar ações para concretizar a transferência ou realocação da população criolla (camponesa) para fora dessa área. No entanto, não se pode ignorar a forma como o Estado deve cumprir sua obrigação. Nesse sentido, a Argentina deve agir observando os direitos da população criolla (população camponesa) (infra, parágrafo 329 d), e nota de rodapé 323 da sentença).”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Embora este processo na CIDH esteja fundamentalmente baseado nos direitos dos povos indígenas, é importante destacar que, ao abordar questões relacionadas à comunidade camponesa no território, a Corte se apoia na UNDROP para salvaguardar direitos e administrar os procedimentos das medidas e ações que exige do Estado argentino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Podemos, portanto, afirmar que, embora o Estado argentino tenha se abstido na votação da Assembleia Geral das Nações Unidas quando a Declaração foi adotada, a UNDROP já é uma norma internacional de novos direitos para a CIDH. Assim, futuras demandas relacionadas a violações dos direitos dos camponeses na Argentina poderão ser levadas a essa instância com expectativas positivas para os camponeses e camponesas cujos direitos são violados.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Acesso à sentença completa ou ao resumo nos seguintes links:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Resumo: <a href="https://www.corteidh.or.cr/docs/casos/articulos/resumen_400_esp.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.corteidh.or.cr/docs/casos/articulos/resumen_400_esp.pdf</a></li>



<li>Sentença completa: <a href="https://www.corteidh.or.cr/docs/casos/articulos/seriec_400_esp.pdf">https://www.corteidh.or.cr/docs/casos/articulos/seriec_400_esp.pdf</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Diego Montón, MNCI Somos Tierra, Coletivo de Direitos Camponeses da Via Campesina Internacional</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>La entrada <a href="https://defendingpeasantsrights.org/corte-interamericana-de-direitos-humanos-primeira-jurisprudencia-sobre-os-vinculos-entre-as-declaracoes-sobre-os-direitos-dos-camponeses-e-dos-povos-indigenas/">Corte Interamericana de Direitos Humanos: primeira jurisprudência sobre os vínculos entre as Declarações sobre os Direitos dos Camponeses e dos Povos Indígenas</a> se publicó primero en <a href="https://defendingpeasantsrights.org">Defending Peasants&#039; Rights</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
